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FeminismIsForEverybody #3 bell hooks, La sorellanza è ancora potente

bell hooks, Sisterhood Is Still Powerfull, in Feminism is for Everybody: Passionate Politics, South End Press, Cambridge, MA, 2000, pp. 13-18 (trad. it. di sonia sabelli)

Quando fu introdotto, lo slogan «La sorellanza è potente» era favoloso. Ho cominciato a partecipare attivamente al movimento femminista quando ero al secondo anno di università. Prima di trasferirmi all’università di Stanford avevo frequentato per un anno un college esclusivamente femminile e avevo sperimentato in prima persona quanto fossero diverse l’autostima e l’autoaffermazione femminili, quando i maschi erano presenti nelle classi. Le donne parlavano meno, prendevano meno iniziative e, se parlavano, spesso era difficile sentire cosa stessero dicendo. Le loro voci erano prive di forza e sicurezza. E tanto per peggiorare la situazione, i professori ci ripetevano continuamente che non eravamo intelligenti quanto i maschi e che non avremmo potuto diventare “grandi” pensatrici, scrittrici e così via. Questi atteggiamenti mi scioccavano, poiché venivo da un ambiente esclusivamente femminile, in cui il nostro valore e il nostro potenziale intellettuale erano costantemente confermati dagli standard di eccellenza accademica che le nostre professoresse avevano stabilito per se stesse e per noi.

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Il colonialismo italiano raccontato dalle donne

Venerdì 9 marzo alle 18 si tiene un incontro dal titolo La letteratura come politica. Il colonialismo italiano raccontato dalle donne. Intervengono Igiaba Scego, Francesca Melandri, Isabella Peretti e Sabrina Varani. Sarà proiettato il film documentario Pagine nascoste (2017), di Sabrina Varani, ispirato al romanzo Sangue giusto, di Francesca Melandri. L’evento si svolge alla casa internazionale delle donne di Roma, nell’ambito di Feminism. Fiera dell’editoria delle donne, 8-11 marzo 2018.

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FeminismIsForEverybody #2 bell hooks, Autocoscienza. Un cambiamento costante del cuore

bell hooks, Consciousness-Raising. A costant Change of Heart, in Feminism is for Everybody: Passionate Politics, South End Press, Cambridge, MA, 2000, pp. 7-12 (trad. it. di sonia sabelli)

Femministe non si nasce, si diventa. Non si diventa sostenitrice del femminismo semplicemente perché si ha il privilegio di essere nata femmina. Come per ogni posizione politica, si diventa sostenitrice del femminismo attraverso la scelta e l’azione. Quando le donne si organizzarono per la prima volta in gruppi per parlare insieme dei problemi del sessismo e della dominazione maschile, sapevano che le donne erano state socializzate a credere al pensiero e ai valori sessisti tanto quanto gli uomini, con la semplice differenza che gli uomini beneficiavano del sessismo più delle donne e, di conseguenza, era meno probabile che volessero abbandonare il privilegio patriarcale. Prima di poter cambiare il patriarcato, noi donne dovevamo cambiare noi stesse; dovevamo sollevare le nostre coscienze.

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FeminismIsForEverybody #1 bell hooks, Politica femminista. Dove siamo

bell hooks, 1. Feminist Politics. Where We Stand, in Feminism is for Everybody: Passionate Politics, South End Press, Cambridge, MA, 2000, pp. 1-6 (trad. it. di sonia sabelli)

In parole povere, il femminismo è un movimento per mettere fine al sessismo, allo sfruttamento e all’oppressione sessista. Questa è la definizione del femminismo che ho offerto in Feminist Theory: From Margin to Center più di dieci anni fa. All’epoca speravo che sarebbe diventata una definizione di uso comune. Mi piaceva questa definizione perché non implica che gli uomini siano il nemico. Nominando il sessismo come il problema, va diretta al nocciolo della questione. Praticamente, questa definizione implica che il problema siano il pensiero e l’agire sessista, a prescindere se siano perpetuati da una donna o da un uomo, da un bambino o da un adulto. Inoltre è abbastanza ampia da includere la comprensione del sistema del sessismo istituzionalizzato. È una definizione aperta. Sottintende che per comprendere il femminismo sia necessario comprendere il sessismo.

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FeminismIsForEverybody #0 bell hooks, Introduzione. Avvicinatevi al femminismo

bell hooks, Introduction. Come Closer to Feminism, in Feminism is for Everybody: Passionate Politics, South End Press, Cambridge, MA, 2000, pp. vii-x (trad. it. di sonia sabelli)

Dovunque vada, dico orgogliosamente alla gente che vuole sapere chi sono e cosa faccio che sono una scrittrice, una teorica femminista e una critica culturale. Dico loro che scrivo sul cinema e sulla cultura popolare, analizzando i messaggi che veicolano. Molte persone lo trovano eccitante e vogliono saperne di più. Tutte e tutti vanno al cinema, guardano la televisione, sfogliano le riviste e hanno delle opinioni sui messaggi che ricevono, sulle immagini che osservano. Per le diverse persone che incontro è facile comprendere cosa faccio in quanto critica culturale, comprendere la mia passione per la scrittura (molte di loro vogliono scrivere, e lo fanno). Ma la teoria femminista – quello è il punto in cui le domande si interrompono. Anzi, in genere vengo a sapere tutto sui mali del femminismo e sulle femministe cattive: su quanto odino gli uomini; su come vogliano andare contro la natura – e contro dio; su come si stiano impossessando di tutti i posti di lavoro e stiano rendendo il mondo difficile per gli uomini bianchi, che non hanno alcuna speranza di successo.

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Impunita. Gli strumenti della prof

Domani sarò al festival Impunita per questa tavola rotonda:

elisabeth_bingIMPUNITA. Festival della cultura critica dell’infanzia
Gli strumenti della prof: usare la letteratura per de-generare canoni
Domenica 29 ottobre 2017 ore 10.30
Tavola rotonda con Antonella Festa, Sonia Sabelli, Associazione DALIA

Un dibattito su letteratura e critica letteraria che prende spunto da una ricerca a scuola condotta da una docente, insieme a studenti e studentesse, a partire dalla scrittura di donne, con l’obiettivo di decolonizzare gli sguardi e demistificare la presunta neutralità dei saperi. Continued…

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Culture. Genere. Differenze. Educazione. Il lessico condiviso dell’educazione alle differenze

Sonia Sabelli, Culture. Genere. Differenze. Educazione, appunti per l’intervento alla tavola rotonda Per un lessico condiviso sull’educazione alle differenze, incontro nazionale Educare alle differenze 3.  La Rete: pratiche e pensieri, Bologna, 24-25 settembre 2016

  1. CULTURE

Quando parliamo di «culture» ci riferiamo, ad esempio, alle differenze culturali tra oriente e occidente, tra nord e sud del mondo, tra “noi” e “loro” (ma penso anche all’opposizione natura/cultura o cultura alta/bassa). In ognuna di queste coppie di opposizioni c’è una relazione gerarchica. La prospettiva della critica postcoloniale ci permette di riconoscere queste relazioni di potere tra le culture: e penso sia alle condizioni di dominio nelle quali le culture si producono, sia alle strategie di resistenza al dominio. In Cultura e imperialismo Edward Said ha analizzato proprio il rapporto tra cultura e impero, concentrandosi sulle costruzioni culturali che l’occidente produce per rappresentare i popoli non occidentali (cioè sulla pretesa di imporre un modello culturale imperiale valido per tutto il mondo), ma anche sulle esperienze storiche di resistenza all’impero (perché c’è sempre stata qualche forma di resistenza attiva che alla fine ha avuto la meglio).[1] Il progetto europeo di governare su terre e popoli lontani si realizza anche attraverso l’affermazione della loro presunta inferiorità culturale: “loro”, gli altri, sono popolazioni barbare e primitive che non sono in grado di autogovernarsi e dunque meritano di essere governati da “noi”, gli unici detentori della cultura e della civiltà. Non si tratta però di accreditare un sistema di opposizioni totali: invece di concentrarci sul rapporto antitetico tra oriente e occidente, sarebbe più produttivo esaminare le reciproche interdipendenze e sovrapposizioni.

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La città postcoloniale di Gabriella Kuruvilla

Sonia Sabelli, La città postcoloniale di Gabriella Kuruvilla: plurilinguismo e multifocalità nella letteratura italiana contemporanea, in Stefania De Lucia (a cura di), Scrittrici Nomadi. Passare i confini tra lingue e culture, Sapienza Università, Roma 2017, pp. 57-64

Nel romanzo di Gabriella Kuruvilla Milano, fin qui tutto bene (2012)[1], la città appare come un crocevia di persone che passano continuamente i confini tra lingue e culture. La narrazione – caratterizzata da una struttura multifocale e da un uso intenso del plurilinguismo – scaturisce da un fatto di cronaca: è il 13 febbraio 2010 quando un trentenne dominicano accoltella un diciannovenne egiziano ed esplode la rivolta dei magrebini in via Padova. Milano è attraversata da marce razziste e la risposta dell’amministrazione locale si traduce in rastrellamenti, strade militarizzate, telecamere di sorveglianza, chiusura anticipata dei negozi. Nel dibattito pubblico si contrappongono le posizioni di chi legge la presenza migrante come una minaccia per la sicurezza urbana e di chi la interpreta come una possibilità per costruire nuovi modelli di convivenza interculturale. Il romanzo di Gabriella Kuruvilla e le foto di Silvia Azzari, che introducono ogni capitolo, si propongono di documentare le trasformazioni in corso nella città.

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Scrittrici Nomadi. Passare i confini tra lingue e culture

È online sul sito di Sapienza Università Editrice il volume Scrittrici Nomadi. Passare i confini tra lingue e culture, a cura di Stefania de Lucia, che raccoglie gli interventi presentati alla giornata di studi che si è svolta il 30 maggio 2014 alla Sapienza, a cui avevo partecipato con un intervento su Gabriella Kuruvilla (La città postcoloniale di Gabriella Kuruvilla: plurilinguismo e multifocalità nella letteratura italiana contemporanea). Il volume si può leggere/scaricare liberamente dal sito della casa editrice. Su «Limes. Rivista italiana di geopolitica», nella rubrica Ricamando il mondo, si può leggere un articolo di Laura Canali, Isole di sabbia, dedicato alla spiegazione degli elementi che hanno ispirato il lavoro di mappatura dei percorsi di nomadismo.

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Zerocalcare per Antonia e Amelia

Se questo blog non è stato attivo per un sacco di tempo… è per loro due. Grazie a Zerocalcare per questo disegno!

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