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FeminismIsForEverybody #0 bell hooks, Introduzione. Avvicinatevi al femminismo

bell hooks, Introduction. Come Closer to Feminism, in Feminism is for Everybody: Passionate Politics, South End Press, Cambridge, MA, 2000, pp. vii-x (trad. it. di sonia sabelli)

Dovunque vada, dico orgogliosamente alla gente che vuole sapere chi sono e cosa faccio che sono una scrittrice, una teorica femminista e una critica culturale. Dico loro che scrivo sul cinema e sulla cultura popolare, analizzando i messaggi che veicolano. Molte persone lo trovano eccitante e vogliono saperne di più. Tutte e tutti vanno al cinema, guardano la televisione, sfogliano le riviste e hanno delle opinioni sui messaggi che ricevono, sulle immagini che osservano. Per le diverse persone che incontro è facile comprendere cosa faccio in quanto critica culturale, comprendere la mia passione per la scrittura (molte di loro vogliono scrivere, e lo fanno). Ma la teoria femminista – quello è il punto in cui le domande si interrompono. Anzi, in genere vengo a sapere tutto sui mali del femminismo e sulle femministe cattive: su quanto odino gli uomini; su come vogliano andare contro la natura – e contro dio; su come si stiano impossessando di tutti i posti di lavoro e stiano rendendo il mondo difficile per gli uomini bianchi, che non hanno alcuna speranza di successo.


Quando chiedo a quelle stesse persone dei libri o delle riviste femministe che hanno letto, quando chiedo loro dei discorsi femministi che hanno ascoltato, delle attiviste femministe che conoscono, mi rispondono che tutto ciò che sanno del femminismo è entrato nelle loro vite di terza mano, che non si sono avvicinate al movimento femminista tanto da sapere cosa succede realmente, che cos’è esattamente. Perlopiù pensano che le femministe siano un gruppo di donne arrabbiate che vogliono essere come gli uomini. Non pensano neppure alla possibilità che il femminismo riguardi i diritti, il fatto che le donne ottengano uguali diritti. Quando parlo del femminismo che conosco – da vicino e personalmente – ascoltano volentieri, sebbene alla fine della conversazione si affrettino a dirmi che io sono diversa, che non sono come le “vere” femministe arrabbiate che odiano gli uomini. Io assicuro loro che sono una femminista reale e radicale che più non si può, e che se osassero avvicinarsi al femminismo scoprirebbero che non è come l’avevano immaginato.

Ogni volta che esco da uno di questi incontri, vorrei avere in mano un libretto in modo da poter dire: leggete questo libro, vi spiegherà cos’è il femminismo e di che cosa si occupa il movimento. Vorrei avere in mano un libro conciso, abbastanza facile da leggere e da comprendere; non un libro lungo, non un libro zeppo di linguaggio accademico e di un gergo difficile da comprendere ma un libro chiaro, diretto – facile da leggere senza essere semplicistico. Ho desiderato questo libro dal momento in cui il pensiero, la politica e la pratica femminista hanno cambiato la mia vita. Ho desiderato di regalarlo alle persone che amo in modo che potessero comprendere meglio questa causa, questa politica femminista in cui credo così profondamente, che è il fondamento della mia vita politica.

Ho desiderato che avessero una risposta alla domanda «cos’è il femminismo?» che non fosse radicata nella paura né nella fantasia. Ho desiderato che avessero questa semplice definizione da leggere e rileggere in modo da sapere che: «il femminismo è un movimento per mettere fine al sessismo, allo sfruttamento e all’oppressione sessista». Amo questa definizione, che ho offerto per la prima volta dieci anni fa nel mio libro Feminist Theory: From Margin to Center. La amo perché afferma così chiaramente che il movimento non riguarda l’essere contro i maschi. Chiarisce che il problema è il sessismo. E quella chiarezza ci aiuta a ricordare che tutte e tutti, maschi e femmine, siamo state socializzate dalla nascita ad accettare il pensiero e l’agire sessista. Di conseguenza, le donne possono essere sessiste tanto quanto gli uomini. E sebbene ciò non giustifichi la dominazione maschile, significa che sarebbe naïf e sbagliato, per le pensatrici femministe, vedere il movimento come se fosse semplicisticamente a favore delle donne contro gli uomini. Per mettere fine al patriarcato (un altro modo di nominare il sessismo istituzionalizzato) dobbiamo essere chiare sul fatto che tutte e tutti parteciperemo a perpetuare il sessismo fino a che non cambieremo le nostre menti e i nostri cuori, fino a che non ci libereremo del pensiero e dell’agire sessista per rimpiazzarlo con il pensiero e l’agire femminista.

Gli uomini in quanto gruppo hanno beneficiato maggiormente – e ancora beneficiano – del patriarcato, dell’assunto che essi sarebbero superiori alle donne e che dovrebbero dominarci. Ma quei benefici hanno un prezzo. In cambio di tutti i vantaggi che gli uomini ricevono dal patriarcato, si richiede loro di dominare le donne, di sfruttarci e di opprimerci usando la violenza, se vogliono mantenere intatto il patriarcato. La maggior parte degli uomini trova difficile essere dei patriarchi. La maggior parte degli uomini è turbata dall’ostilità e dalla paura delle donne, dalla violenza maschile sulle donne, finanche gli uomini che questa violenza la perpetuano. Ma hanno paura di rinunciare ai benefici. Non sono certi di cosa avverrebbe al mondo che conoscono più intimamente se il patriarcato cambiasse. Perciò trovano più semplice sostenere passivamente la dominazione maschile, anche quando col cuore e con la mente sanno che è sbagliata. Gli uomini continuano a ripetermi che non hanno idea di che cosa vogliano le femministe. Ci credo. Credo nella loro capacità di cambiare e di crescere. E credo che se ne sapessero di più sul femminismo non ne avrebbero più paura, perché nel movimento femminista troverebbero la speranza della loro liberazione dalla servitù del patriarcato.

È per questi uomini, giovani e vecchi, e per tutte e tutti noi, che ho scritto questo breve manuale, il libro che ho desiderato fortemente per più di venti anni. Ho dovuto scriverlo perché continuavo ad aspettare che saltasse fuori ma non lo faceva. E senza di lui non c’era modo di rivolgersi alle orde di persone che in questa nazione sono quotidianamente bombardate dal backlash, dal riflusso anti-femminista, alle quali si insegna a odiare e a resistere a un movimento di cui sanno così poco. Dovrebbero esserci un sacco di piccoli manuali, libri e pamphlet femministi facili da leggere, per spiegarci tutto sul femminismo, così questo libro sarebbe solo un’altra voce appassionata che si esprime in nome della politica femminista. Dovrebbero esserci tabelloni, annunci pubblicitari sulle riviste, sugli autobus, sulle metropolitane e sui treni, spot televisivi, che diffondono la parola femminismo facendola conoscere meglio al mondo. Non siamo ancora a quel punto. Ma questo è ciò che dovremmo fare per condividere il femminismo, per far entrare il movimento nella mente e nel cuore di tutte e tutti. Il cambiamento femminista ha già influenzato positivamente tutte le nostre vite. Eppure perdiamo di vista la positività quanto sentiamo dire che il femminismo è negativo.

Quando ho cominciato a resistere alla dominazione maschile, a ribellarmi contro il pensiero patriarcale (e a oppormi alla voce patriarcale più forte nella mia vita – la voce di mia madre), ero ancora un’adolescente con pensieri suicidi, depressa, incerta su come avrei potuto trovare un significato da dare alla mia vita e un posto per me stessa. Avevo bisogno che il femminismo mi offrisse un principio di eguaglianza e giustizia sul quale basarmi. Mamma si è ricreduta sul pensiero femminista. Vede me e tutte le sue figlie (siamo sei) vivere delle vite migliori grazie alla politica femminista. Nel movimento femminista vede la promessa e la speranza. Quella promessa e quella speranza che io voglio condividere con voi in questo libro, con tutte e con tutti voi.

Immaginate di vivere in un mondo in cui non c’è dominazione, in cui donne e uomini non sono simili e neppure uguali, ma in cui l’ethos che plasma la nostra interazione è una visione di mutualità, reciprocità. Immaginate di vivere in un mondo in cui tutte e tutti possiamo essere ciò che siamo, un mondo di pace e possibilità. La rivoluzione femminista da sola non creerà un mondo simile; abbiamo bisogno di mettere fine anche al razzismo, all’elitarismo di classe, all’imperialismo. Ma ci darà la possibilità di essere donne e uomini pienamente auto-realizzate e capaci di creare una comunità d’amore, di vivere insieme realizzando i nostri sogni di libertà e giustizia, mettendo in pratica il principio che siamo tutti e tutte “create uguali”. Avvicinatevi. Venite a vedere come il femminismo può toccare e cambiare le vostre vite e quelle di tutte e tutti noi. Avvicinatevi, venite a scoprire in prima persona che cos’è il movimento femminista. Avvicinatevi e vedrete: il femminismo è per tutte e tutti.

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