Skip to content


Il tempo della militanza femminista

Kespazio! per una ricerca queer e postcoloniale IS BACK! e presenta Il tempo della militanza femminista: declinare l’esperienza del tempo tra lavoro, cura e militanza, giovedì 9 ottobre 2014, ore 20.00 @ Logos – festa della parola 2014, csoa ex Snia, via Prenestina 173, Roma.

Un momento di confronto tra differenti esperienze di militanza e attivismo di donne, femministe, lesbiche, queer, migranti e native, sull’uso e sulla percezione del tempo. Come si conciliano e si incontrano i tempi del lavoro di cura, del lavoro domestico, dell’impegno politico e il tempo per sé?

partecipano:
centro donne D.A.L.I.A., compagne del 22resiste femministe nove (f9)
Kespazio! per una ricerca queer e postcoloniale

Posted in in città, roma.

Tagged with , , , , , , , .


Zapruder 33. Movimenti nel Mediterraneo da Tuba

Venerdì 3 ottobre, alle 18.30, alla Libreria Tuba, in via del Pigneto 19 a Roma, si terrà la presentazione del n. 33 di «Zapruder», numero monografico dedicato al tema Movimenti nel Mediterraneo. Relazioni, scambi, conflitti. Interverranno Andrea Brazzoduro e Liliana Ellena (che hanno curato il numero), Miguel Mellino e la sottoscritta. È significativo che la presentazione si tenga proprio a un anno esatto dal naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, quando il Mediterraneo ha inghiottito i corpi di almeno 366 persone. Di seguito l’indice del fascicolo, dal sito di Storie in Movimento.

Continued…

Posted in in città, in libreria, roma.

Tagged with , , , , , , .


Valeria Ribeiro su Le dita tagliate di Paola Tabet

Su Micromega, Valeria Ribeiro Corossacz ha recensito il libro di Paola Tabet, Le dita tagliate, pubblicato nella collana sessismo&razzismo di Ediesse.

Sessualità e organizzazione sociale. Il femminismo materialista di Paola Tabet

“Le dita tagliate”, dell’antropologa Paola Tabet, offre finalmente una sintesi unitaria dell’originale lavoro di una studiosa italiana ancora poco conosciuta in Italia. Un’analisi “femminista materialista”, focalizzata sulla nozione di “scambio sessuo-economico” come norma dei rapporti sociali fra i sessi.

di Valeria Ribeiro Corossacz

La pubblicazione del volume Le dita tagliate di Paola Tabet (Ediesse, 2014, pp. 324, euro 15,00) ha due grandi pregi. Presentare in modo coordinato e unitario il lavoro di Tabet sulle relazioni sociali tra i sessi (l’altro suo campo di ricerca è il razzismo, con la pubblicazione di La pelle giusta, 1998), e colmare un grave vuoto, ovvero l’assenza di versioni in lingua italiana di due dei suoi testi più noti e importanti, Le mani, gli utensili, le armi (1979) e Fertilità naturale, riproduzione forzata (1985) pubblicati originariamente in francese.

Pur trattandosi di una studiosa italiana che ha insegnato nell’università italiana, il suo lavoro sulle relazioni sociali tra i sessi ha trovato poco spazio di circolazione sia all’interno dell’antropologia sia nei dibattiti femministi italiani negli anni in cui è stato pubblicato. Diversi gli elementi che hanno contribuito a questa invisibilità, tra cui le resistenze androcentriche interne all’antropologia e il radicamento di altre prospettive femministe.

Continued…

Posted in in libreria, in rete.

Tagged with , , , , .


CFP Archivi del futuro: il postcoloniale, l’Italia e il tempo a venire

postcolit

Segnalo la call for papers per la conferenza Archivi del futuro: il postcoloniale, l’Italia e il tempo a venire, che si terrà all’università di Padova dal 18 al 20 febbraio 2015. La conferenza è organizzata da Annalisa Oboe insieme al network di ricerca di Postcolonialitalia.

Posted in cfp.

Tagged with , , , .


Estetizzazione della ‘razza’, razzializzazione della bellezza

Ecco un altro appuntamento da non perdere, organizzato da InteRGRace (Interdisciplinary/Intersectional Research Group on Race and Racisms) all’università di Padova: mercoledì 24 settembre 2014, dalle ore 14.30 alle 17.30, nell’aula 1, in via Cesarotti, 12 a Padova, si terrà un seminario con il prof. Livio Sansone, del Centro de Estudos Afro‐Orientais Universidade Federal da Bahia, dal titolo Estetizzazione della ‘razza’, razzializzazione della bellezza [Aesthetics of Race, Racialisation of Beauty]. Per informazioni: Annalisa Frisina noreply@noblogs.org. Di seguito la locandina del seminario e quella di un evento che lo precede, su Figli delle migrazioni in Italia e discriminazioni in ambito sportivo.

Continued…

Posted in in città.

Tagged with , , , , .


Roma negata. Percorsi postcoloniali nella città

Oggi alle 18.30 al laboratorio Puzzle (via Monte Meta 21, al Tufello, Roma), presentazione del libro Roma Negata. Percorsi postcoloniali nella città di Igiaba Scego e Rino Bianchi (Ediesse 2014). Insieme all’autrice e all’autore intervengono la Scuola d’italiano di Puzzle, il Comitato antifascista di Affile, la Comunità etiope di Roma, la redazione di Radio OndaRossa. Un estratto del volume, dal titolo Affile: una vergogna nazionale, si può leggere su Nazione Indiana. Da notare che la foto di copertina (a sinistra) ritrae il Cinema Impero di via dell’Acqua Bullicante, a Roma, di cui avevo già parlato qui. Dopo la presentazione del libro, dalle 20, aperitivo sulla terrazza di Puzzle.

Posted in in città, roma.

Tagged with , , , , , , , , .


Renata Pepicelli, Il velo nell’islam. Storia, politica, estetica

Ho scritto questa recensione per l’ultimo numero di «DWF», a cura del Laboratorio di studi femministi «Anna Rita Simeone» Sguardi sulle Differenze. È online anche sul sito della rivista, nella nuova sezione Recensiti da noi.

Renata Pepicelli, Il velo nell’Islam. Storia, politica, estetica

in «DWF – donnawomanfemme», n. 99, Confini (in)valicabili, 2013, 3, pp. 73-77

Seguendo le suggestioni che attraversano questo fascicolo di DWF, vorrei suggerire di leggere anche il velo come una sorta di “confine”: infatti ― come spiega Renata Pepicelli nel suo Il velo nell’Islam ― il termine hijab si riferisce a una separazione spaziale e visuale, che appunto divide ciò che si vede da ciò che non si vede, separando lo spazio pubblico da quello privato. Ed è proprio questa l’accezione originaria del termine, così come appare in numerosi versetti del Corano: il velo in quanto schermo, tenda, cortina che da una parte nasconde e protegge mentre, allo stesso tempo, rivela. Questa separazione tra fuori/dentro, aperto/chiuso, pubblico/privato riflette le relazioni di potere tra i generi nelle società islamiche: le donne infatti si coprono all’aperto, nello spazio pubblico, in presenza di potenziali mariti (uomini con i quali non c’è un legame familiare), mentre si scoprono nel privato, nello spazio domestico riservato alle donne, alla famiglia e dunque a quegli uomini coi quali non è possibile contrarre matrimonio. A uno sguardo attento, informato a una prospettiva critica femminista, non può sfuggire la costante riproposizione di un’economia binaria che ― sia in Oriente che in Occidente, seppure in forme diverse ― ha sempre limitato le libertà e ostacolato l’autodeterminazione delle donne: queste ultime, infatti, sono state sistematicamente collocate nel secondo polo di tali opposizioni dualistiche, quello che vale di meno, quello privato del potere e della libertà di scelta.

Il velo, inoltre, allude anche a un confine nel senso più letterale del termine, poiché segno di un’irriducibile alterità, in quanto simbolo identitario di appartenenza culturale, politica, etnica, religiosa, sia nel contesto coloniale che nella condizione postcoloniale. Nello sguardo orientalista ed esotizzante che caratterizza da sempre le società occidentali, l’immagine della donna velata rappresenta precisamente la quintessenza dell’alterità, l’emblema della sottomissione e dell’oppressione femminile, oltre che di una cultura islamica arretrata, oscurantista e misogina, che resisterebbe per sua natura all’integrazione; inoltre, nel clima islamofobo post-11 settembre, tale immagine ha finito per rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale, alla laicità e ai diritti faticosamente conquistati dalle donne in Europa e nel Nord America. La prospettiva degli studi femministi e postcoloniali, che l’autrice sceglie consapevolmente di adottare in questo libro, restituisce invece una capacità di azione consapevole a tutte le donne coinvolte nella questione del velo (che scelgano di indossarlo o meno), pur se inscritte in una complessa rete di rapporti di potere, che Pepicelli indaga in profondità, nel loro intreccio con la storia, la cultura, la società, la politica, la religione. Seguendo la lezione di femministe postcoloniali come Gayatri C. Spivak e Chandra T. Mohanty, e di africane americane come bell hooks ― che sono menzionate esplicitamente nella premessa, accanto ad altre studiose che hanno fortemente influenzato il suo lavoro (Meyda Yeğenoğlu, Emma Tarlo, Joan W. Scott, Leila Ahmed) ― l’autrice esplora dunque le motivazioni in base alle quali sempre più donne oggi, in ogni parte del mondo, scelgono di velarsi, mentre altre non lo fanno, riconoscendo a ognuna di esse la propria agency.

Continued…

Posted in da riviste, in libreria, scritti da me.

Tagged with , , , , , , .


Nicoletta Poidimani, Ius Sanguinis. Una sintesi di dominio maschile e dominio razziale

Nell’ultimo numero di «Zapruder», dal titolo Movimenti nel Mediterraneo. Relazioni, scambi, conflitti, a cura di Andrea Brazzoduro e Liliana Ellena, è incluso un articolo in cui Nicoletta Poidimani propone una lettura genealogica e di genere della categoria di ius sanguinis, analizzando la mentalità razzista e patriarcale insita in una costruzione storica dell’identità basata sul sangue. Con uno sguardo che legge il passato a partire dal presente, l’autrice mette in relazione questa storia con l’attuale dibattito sullo ius soli (e dunque con la questione della cittadinanza italiana per le figlie e i figli di migranti), fino all’istituzione dei Cie, «veri e propri campi di concentramento per donne e uomini immigrati sul territorio italiano». Nell’attesa di avere tra le mani il n. 33 di «Zapruder» (gennaio-aprile 2014), incollo sotto il post con cui Nicoletta Poidimani segnala la pubblicazione dell’articolo sul suo sito (oltre a una interessante anticipazione).

Continued…

Posted in in libreria, in rete.

Tagged with , , , , , .


La locandina di Cultura, transcultura, razza a Macerata

Ecco la locandina con il programma definitivo del seminario organizzato da Tatiana Petrovich Njegosh all’università di Macerata il 10 e l’11 giugno prossimi, dal titolo Cultura, transcultura, razza. Categorie della differenza, dinamiche di differenziazione e razzializzazione transnazionali (l’avevo anticipato qui).
Locandina_Petrovich

Posted in in città.

Tagged with , , , .


promemoria: Scrittrici nomadi a Roma

Oggi alla sede di Villa Mirafiori della Sapienza si tiene la giornata di studi intitolata Scrittrici nomadi. Passare i confini tra lingue e culture, che avevo già segnalato qui.

Posted in in città, roma.