Skip to content


Roma negata. Percorsi postcoloniali nella città

Oggi alle 18.30 al laboratorio Puzzle (via Monte Meta 21, al Tufello, Roma), presentazione del libro Roma Negata. Percorsi postcoloniali nella città di Igiaba Scego e Rino Bianchi (Ediesse 2014). Insieme all’autrice e all’autore intervengono la Scuola d’italiano di Puzzle, il Comitato antifascista di Affile, la Comunità etiope di Roma, la redazione di Radio OndaRossa. Un estratto del volume, dal titolo Affile: una vergogna nazionale, si può leggere su Nazione Indiana. Da notare che la foto di copertina (a sinistra) ritrae il Cinema Impero di via dell’Acqua Bullicante, a Roma, di cui avevo già parlato qui. Dopo la presentazione del libro, dalle 20, aperitivo sulla terrazza di Puzzle.

Posted in in città, roma.

Tagged with , , , , , , , , .


Renata Pepicelli, Il velo nell’islam. Storia, politica, estetica

Ho scritto questa recensione per l’ultimo numero di «DWF», a cura del Laboratorio di studi femministi «Anna Rita Simeone» Sguardi sulle Differenze. È online anche sul sito della rivista, nella nuova sezione Recensiti da noi.

Renata Pepicelli, Il velo nell’Islam. Storia, politica, estetica

in «DWF – donnawomanfemme», n. 99, Confini (in)valicabili, 2013, 3, pp. 73-77

Seguendo le suggestioni che attraversano questo fascicolo di DWF, vorrei suggerire di leggere anche il velo come una sorta di “confine”: infatti ― come spiega Renata Pepicelli nel suo Il velo nell’Islam ― il termine hijab si riferisce a una separazione spaziale e visuale, che appunto divide ciò che si vede da ciò che non si vede, separando lo spazio pubblico da quello privato. Ed è proprio questa l’accezione originaria del termine, così come appare in numerosi versetti del Corano: il velo in quanto schermo, tenda, cortina che da una parte nasconde e protegge mentre, allo stesso tempo, rivela. Questa separazione tra fuori/dentro, aperto/chiuso, pubblico/privato riflette le relazioni di potere tra i generi nelle società islamiche: le donne infatti si coprono all’aperto, nello spazio pubblico, in presenza di potenziali mariti (uomini con i quali non c’è un legame familiare), mentre si scoprono nel privato, nello spazio domestico riservato alle donne, alla famiglia e dunque a quegli uomini coi quali non è possibile contrarre matrimonio. A uno sguardo attento, informato a una prospettiva critica femminista, non può sfuggire la costante riproposizione di un’economia binaria che ― sia in Oriente che in Occidente, seppure in forme diverse ― ha sempre limitato le libertà e ostacolato l’autodeterminazione delle donne: queste ultime, infatti, sono state sistematicamente collocate nel secondo polo di tali opposizioni dualistiche, quello che vale di meno, quello privato del potere e della libertà di scelta.

Il velo, inoltre, allude anche a un confine nel senso più letterale del termine, poiché segno di un’irriducibile alterità, in quanto simbolo identitario di appartenenza culturale, politica, etnica, religiosa, sia nel contesto coloniale che nella condizione postcoloniale. Nello sguardo orientalista ed esotizzante che caratterizza da sempre le società occidentali, l’immagine della donna velata rappresenta precisamente la quintessenza dell’alterità, l’emblema della sottomissione e dell’oppressione femminile, oltre che di una cultura islamica arretrata, oscurantista e misogina, che resisterebbe per sua natura all’integrazione; inoltre, nel clima islamofobo post-11 settembre, tale immagine ha finito per rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale, alla laicità e ai diritti faticosamente conquistati dalle donne in Europa e nel Nord America. La prospettiva degli studi femministi e postcoloniali, che l’autrice sceglie consapevolmente di adottare in questo libro, restituisce invece una capacità di azione consapevole a tutte le donne coinvolte nella questione del velo (che scelgano di indossarlo o meno), pur se inscritte in una complessa rete di rapporti di potere, che Pepicelli indaga in profondità, nel loro intreccio con la storia, la cultura, la società, la politica, la religione. Seguendo la lezione di femministe postcoloniali come Gayatri C. Spivak e Chandra T. Mohanty, e di africane americane come bell hooks ― che sono menzionate esplicitamente nella premessa, accanto ad altre studiose che hanno fortemente influenzato il suo lavoro (Meyda Yeğenoğlu, Emma Tarlo, Joan W. Scott, Leila Ahmed) ― l’autrice esplora dunque le motivazioni in base alle quali sempre più donne oggi, in ogni parte del mondo, scelgono di velarsi, mentre altre non lo fanno, riconoscendo a ognuna di esse la propria agency.

Continued…

Posted in da riviste, in libreria, scritti da me.

Tagged with , , , , , , .


Nicoletta Poidimani, Ius Sanguinis. Una sintesi di dominio maschile e dominio razziale

Nell’ultimo numero di «Zapruder», dal titolo Movimenti nel Mediterraneo. Relazioni, scambi, conflitti, a cura di Andrea Brazzoduro e Liliana Ellena, è incluso un articolo in cui Nicoletta Poidimani propone una lettura genealogica e di genere della categoria di ius sanguinis, analizzando la mentalità razzista e patriarcale insita in una costruzione storica dell’identità basata sul sangue. Con uno sguardo che legge il passato a partire dal presente, l’autrice mette in relazione questa storia con l’attuale dibattito sullo ius soli (e dunque con la questione della cittadinanza italiana per le figlie e i figli di migranti), fino all’istituzione dei Cie, «veri e propri campi di concentramento per donne e uomini immigrati sul territorio italiano». Nell’attesa di avere tra le mani il n. 33 di «Zapruder» (gennaio-aprile 2014), incollo sotto il post con cui Nicoletta Poidimani segnala la pubblicazione dell’articolo sul suo sito (oltre a una interessante anticipazione).

Continued…

Posted in in libreria, in rete.

Tagged with , , , , , .


La locandina di Cultura, transcultura, razza a Macerata

Ecco la locandina con il programma definitivo del seminario organizzato da Tatiana Petrovich Njegosh all’università di Macerata il 10 e l’11 giugno prossimi, dal titolo Cultura, transcultura, razza. Categorie della differenza, dinamiche di differenziazione e razzializzazione transnazionali (l’avevo anticipato qui).
Locandina_Petrovich

Posted in in città.

Tagged with , , , .


promemoria: Scrittrici nomadi a Roma

Oggi alla sede di Villa Mirafiori della Sapienza si tiene la giornata di studi intitolata Scrittrici nomadi. Passare i confini tra lingue e culture, che avevo già segnalato qui.

Posted in in città, roma.


DWF, Attraversare i confini

Introduzione
Attraversare i confini

Sara De Simone, Sonia Sabelli
in «DWF – donnawomanfemme», n. 99, Confini (in)valicabili, 2013, 3, pp. 4-6

Questo numero di DWF raccoglie alcuni degli interventi presentati nel corso della giornata di studi Confini (in)valicabili, che si è tenuta il 24 maggio 2013 nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università La Sapienza (Roma), organizzata dal Laboratorio di studi femministi Anna Rita Simeone «Sguardi sulle Differenze». L’evento costituiva l’ultimo appuntamento del ciclo di seminari Gli spazi delle donne, una questione privata?, nell’ambito del corso di Studi delle donne e di genere. Durante l’anno accademico 2012/13, infatti, abbiamo scelto di occuparci del dualismo tra spazio pubblico e privato, nelle esperienze e nelle pratiche politiche delle donne. Attraverso la giornata conclusiva, abbiamo voluto creare un’occasione di confronto sul senso dei confini e sulla possibilità di attraversarli da una prospettiva femminista e di genere: un’opportunità per discutere sul significato delle frontiere e della marginalità, intesa non solo come luogo di oppressione ma ― come sostiene bell hooks ― come spazio radicale e creativo di apertura e di resistenza.

Proprio per questo abbiamo deciso di invitare studiose/i e artiste/i con formazioni molto diverse tra loro, convinte che la ricchezza di un’occasione come questa potesse risiedere proprio nel rispetto delle reciproche differenze e nella ricerca di eventuali punti di contatto. Gli interventi inclusi in questo fascicolo, pur ruotando tutti attorno ai temi dei confini e delle frontiere, sono dunque caratterizzati da una prospettiva interdisciplinare, in cui gli studi femministi, di genere e queer si intersecano con la critica letteraria, la psicoanalisi, gli studi culturali, visuali e postcoloniali.

Continued…

Posted in da riviste, scritti da me.

Tagged with , , .


Dalle colonie ai mausolei: il filo che lega Addis Abeba ad Affile

colonie-mausolei

Posted in in città, roma.

Tagged with , , , , , .


DWF, Confini (in)valicabili

È uscito il numero di «DWF» curato dal Laboratorio di studi femministi Anna Rita Simeone «Sguardi sulle Differenze»: si intitola Confini (in)valicabili, «DWF», n. 99, 3, 2013. Il fascicolo raccoglie alcuni degli interventi presentati all’omonima giornata di studi che si è svolta il 24 maggio 2013 alla Sapienza di Roma (qui il programma dell’evento). Incollo sotto l’indice e la nota redazionale, mentre rimando al sito della rivista per leggere l’introduzione, gli abstract (in inglese) e i riferimenti bibliografici, e per tutte le informazioni su come acquistarla.

DWF (99) Confini (in)valicabili, 2013, 3

INTRODUZIONE

Attraversare i confini

Sara De Simone, Sonia Sabelli

MATERIA

Pubblico e privato nelle scritture autonarrative delle donne
Francesca Bernardini

Figlie di Persefone
Edvige Giunta

Video di confini: attraversamenti fra realtà, visioni e visualizzazioni
Domitilla Olivieri

Processi di normativizzazione dei corpi e delle politiche sessuali: privilegio bianco, assimilazione e politiche dei confini
Tiziana Mancinelli

Sul «sentirsi male»: riflessioni su trauma e identità nazionale a partire dalla Jugoslavia
Sara Gvero
Continued…

Posted in in libreria.

Tagged with , , .


Scrittrici nomadi. Passare i confini tra lingue e culture

scrittrici-nomadiSapienza – Università di Roma
Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali
Giornata di studi/ Studi Interculturali
(a cura di Flavia Arzeni e Camilla Miglio)

Scrittrici nomadi
Passare i confini tra lingue e culture

Venerdì 30 maggio 2014
Facoltà di Lettere e Filosofia (sede di Villa Mirafiori) Aula VI

Ore 10.00

(modera Camilla Miglio)

Saluti – Francesca Bernardini
Elisabetta Rasy (Roma) – Una lunga erranza. Le donne e la letteratura
Amelia Valtolina (Bergamo) – La grammatologia errante di Yoko Tawada
Veronique Algeri (Roma) – Assja Djebar. Nomade nella lingua dell’Altro
Maria Antonietta Saracino (Roma) – Tra lingue e luoghi, sulla mappa del mondo

Continued…

Posted in in città, roma.

Tagged with , .


Cultura, transcultura, razza. Categorie della differenza, dinamiche di differenziazione e razzializzazione transnazionali

Ricevo da Tatiana Petrovich Njegosh e da InteRGRace (e volentieri diffondo) il ricchissiso programma del seminario che si svolgerà all’università di Macerata il 10 e l’11 giugno prossimi.

Cultura, transcultura, razza.
Categorie della differenza, dinamiche di differenziazione e razzializzazione transnazionali

10-11 giugno
Università degli Studi di Macerata, Dipartimento di Studi Umanistici: Lingue, Mediazione, Lettere, Storia e Filosofia, Palazzo Ugolini, Corso Cavour 2, aula B

Per info: t.pe...@unimc.it

Continued…

Posted in in città.