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Lilian Thuram: «il razzismo è come il sessismo»

Da un’intervista al calciatore Lilian Thuran pubblicata oggi su «la Repubblica». Il testo integrale dell’articolo si può leggere qui.

Quello che succede negli stadi è lo specchio della società in cui viviamo. C’è razzismo nel calcio perché c’è razzismo nella nostra società. Ci sono allenatori che dicono: non è razzismo quando ti fanno “buuu”, è solo un modo per distrubarti. Ma non è vero. Non è così. E tocca ai giocatori bianchi far cambiare le cose. Dovrebbero essere loro ad uscire dal campo, non i neri. Il razzismo è come il sessismo, gli uomini sono convinti di essere superiori alle donne.

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Vi racconto un aneddoto. I miei figli sono nati in Italia e quando dicevo ai miei compagni che avevo due italiani in casa, sapete cosa mi rispondevano? Ma che dici, sono neri. Ecco, è proprio questa mentalità che va cambiata. La gente ha paura che i neri diventino italiani. Uguali a loro. La gente ha paura di questo cambiamento. Il razzismo diventa più forte quando ti rendi conto che l’altro può diventare come te.
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Non c’è una persona bianca che pensi che i bianchi funzionano tutti alla stessa maniera. Però i bianchi pensano che tutti i neri funzionano alla stessa maniera. Ma non è il colore della pelle che ti fa essere quello che sei. È la tua educazione, la tua condizione sociale, la tua personalità. Siamo tutti uguali, ma farlo capire è difficile.
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Bisogna parlare ai bambini. per questo io vado nelle scuole. Dobbiamo ripartire da loro. E lo ius soli sarebbe un modo molto intelligente per combattere il razzismo.
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Se non lo hai mai provato non sai cosa prova un nero quando gli fanno il verso della scimmia. È violenza pura. E noi dobbiamo combettere questa violenza.

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