{"id":561,"date":"2007-12-10T11:16:39","date_gmt":"2007-12-10T10:16:39","guid":{"rendered":"http:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=561"},"modified":"2013-04-26T14:12:11","modified_gmt":"2013-04-26T12:12:11","slug":"scrittrici-eccentriche-generi-e-genealogie-nella-letteratura-italiana-della-migrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=561","title":{"rendered":"Scrittrici eccentriche. Generi e genealogie nella letteratura italiana della migrazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Il saggio che segue \u00e8 stato pubblicato in\u00a0 Alessia Ronchetti, Serena Sapegno (a cura di), <a href=\"http:\/\/www.longo-editore.it\/libri_autori.php?autore=2483\"><em>Dentro\/Fuori \u2013 Sopra\/Sotto. Critica femminista e canone letterario negli studi di italianistica<\/em><\/a>, Longo, Ravenna 2007, pp. 171-9.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/files\/2011\/01\/dentro-fuori_indice.pdf\">leggi l&#8217;indice del volume<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Una prima versione, pi\u00f9 breve, di questo saggio \u00e8 l&#8217;intervento <a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=494\"><em>Il piacere di confondere i confini. Gender, generi letterari e genealogie nella  letteratura italiana della migrazione<\/em><\/a>, presentato al convegno internazionale <a href=\"http:\/\/www.mml.cam.ac.uk\/italian\/news\/DFSS\/DFSS.html\"><em>Dentro\/Fuori,  Sopra\/Sotto: Feminist Criticism and the Literary Canon in Italian  Studies<\/em><\/a>, St. Catharine\u2019s College, Cambridge (UK), 9-10 settembre 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Scrittrici eccentriche.<br \/>\nGeneri e genealogie nella letteratura italiana della migrazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La letteratura italiana contemporanea non \u00e8 solo quella dei classici \u2013 rigorosamente maschili \u2013 consacrati dal canone, ma \u00e8 anche opera di autori e autrici migranti che hanno scelto di scrivere in lingua italiana, contaminandola con altre culture e con altre lingue, decostruendo i confini dell\u2019appartenenza nazionale, linguistica e di genere, mettendo in discussione le nozioni codificate di identit\u00e0 e sistema letterario, e contribuendo a trasformare la lingua italiana in uno spazio aperto al confronto delle differenze (etniche, di genere, di classe, di razza e di preferenze sessuali). Questo intervento \u00e8 dedicato all\u2019analisi delle opere di Genevi\u00e8ve <a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?tag=makaping\">Makaping<\/a> (immigrata in Italia dal Camerun), Jarmila <a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?tag=ockayova\">O\u0109kayov\u00e1<\/a> (dalla Slovacchia) e Christiana <a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?tag=de-caldas-brito\">de Caldas Brito<\/a> (dal Brasile): qui la diversit\u00e0 non viene rappresentata nei termini di un\u2019opposizione dualistica e gerarchica, ma come un antidoto contro l\u2019omologazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><!--more-->A parte poche eccezioni(1), la critica letteraria italiana finora non ha dedicato attenzione alla letteratura migrante, forse perch\u00e9 essa ci induce a ripensare il modello compatto della nostra letteratura, mettendo in discussione i criteri in base ai quali si definisce e si valuta la letterariet\u00e0. Esiste un profondo gap tra la critica letteraria e la teoria della letteratura da una parte, e la proliferazione delle molteplici pratiche letterarie dall\u2019altra. Ma questo riconoscimento pu\u00f2 essere il punto di partenza per una ridefinizione dei nostri criteri metodologici. Questa nuova produzione letteraria fa vacillare infatti una serie di assunti \u2013 come i regimi disciplinari, i generi letterari, le periodizzazioni \u2013 che spesso vengono dati per scontati. Inoltre l\u2019emergere della letteratura migrante costringe chi si occupa di critica letteraria ad allargare lo sguardo verso altri paesi, dove l\u2019esperienza storica del colonialismo e delle migrazioni di massa ha costretto il mondo intellettuale a confrontarsi da tempo coi temi della diaspora, della differenza e dell\u2019alterit\u00e0. Nella letteratura italiana contemporanea \u00e8 in corso una radicale trasformazione, sotto la spinta delle nuove soggettivit\u00e0 migranti che delineano l\u2019immagine multiculturale dell\u2019Italia di oggi: da qui scaturisce l\u2019esigenza di produrre modelli educativi ed epistemologici che non siano basati su pratiche di esclusione o discriminazione, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 di aprire nuovi spazi creativi e alternativi per la rappresentazione della soggettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Genevi\u00e8ve Makaping, Jarmila O\u0109kayov\u00e1 e Christiana de Caldas Brito dimostrano una profonda fiducia nella capacit\u00e0 della letteratura di rappresentare la molteplicit\u00e0 e la complessit\u00e0 della realt\u00e0 contemporanea. In queste pagine analizzo le modalit\u00e0 con cui tutte e tre le autrici assumono una posizione \u00abeccentrica\u00bb rispetto ai canoni letterari e alla costruzione sociale del genere. Makaping confonde i confini imposti dalle discipline e dai generi letterari, con un testo che \u00e8 insieme saggio antropologico e diario autobiografico, in cui la memoria e lo sguardo critico dell\u2019autrice destabilizzano le nostre certezze e pretese egemoniche(2). De Caldas Brito afferma di non voler essere una \u00abscrittrice ben educata\u00bb e crea una lingua ibrida (il \u00abportuliano\u00bb), in cui la deformazione linguistica rappresenta una soggettivit\u00e0 in continuo divenire, che resiste all\u2019assimilazione e all\u2019identificazione con un\u2019identit\u00e0 unica e definita(3). O\u0109kayov\u00e1 \u00e8 autrice di tre romanzi densi di riferimenti intertestuali, metafore e analogie, in cui la frammentazione della soggettivit\u00e0 si riflette a livello narrativo attraverso l\u2019esibizione di un transito costante tra i confini culturali e linguistici, tra i ruoli di genere tradizionali e i generi letterari(4) [&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/files\/2011\/02\/scrittrici_eccentriche.pdf\">leggi tutto in pdf<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">(1) A. GNISCI, <em>La letteratura italiana della migrazione<\/em>, Roma, Lilith, 1998; A. PORTELLI, <a href=\"http:\/\/www.el-ghibli.provincia.bologna.it\/id_1-issue_00_03-section_6-index_pos_2.html\"><em>Le origini della letteratura afroitaliana e l\u2019esempio afroamericano<\/em><\/a>, in \u00abL\u2019ospite ingrato\u00bb, Annuario del Centro Studi Franco Fortini, contributo al fascicolo su <em>Globalizzazione e identit\u00e0<\/em>, III, 2000, pp. 69-86; F. SINOPOLI, <a href=\"http:\/\/www.springerlink.com\/content\/x4782211136jgx32\/\"><em>Prime linee di tendenza della critica sulla letteratura della migrazione in Italia<\/em><\/a>, in \u00abNeohelicon \u00bb, 31, n.1, 2004, pp. 95-109.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(2) G. MAKAPING, <em>Traiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi?<\/em>, Soveria Mannelli (CZ), Rubettino, 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(3) C. DE CALDAS BRITO, <em>Amanda Olinda Azzurra e le altre<\/em>, Roma, Lilith, 1999 (seconda edizione Salerno, O\u00e8dipus, 2004); <em>500 temporali<\/em>, Isernia, Cosmo Iannone, 2006. Sulla questione della lingua nella letteratura italiana della migrazione cfr. S. SABELLI, <a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=260\"><em>Lingua e identit\u00e0 in tre autrici migranti<\/em><\/a>, in \u00abQuaderni del \u2018900\u00bb, IV, 2004, pp. 55-66; EAD., <a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=260\"><em>Transnational Identities and the Subversion of the Italian Language in Genevieve Makaping, Christiana de Caldas Brito, and Jarmila O\u0109kayov\u00e1<\/em><\/a>, in \u00abDialectical Anthropology\u00bb, vol. 29, no. 3-4, September 2005, pp. 439-451.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(4) J. O\u0108KAYOV\u00c1, <em>Verr\u00e0 la vita e avr\u00e0 i tuoi occhi<\/em>, Milano, Baldini&amp;Castoldi, 1995; <em>L\u2019essenziale \u00e8 invisibile agli occhi<\/em>, Milano, Baldini&amp;Castoldi, 1997; <em>Requiem per tre padri<\/em>, Milano, Baldini&amp;Castoldi, 1998.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il saggio che segue \u00e8 stato pubblicato in\u00a0 Alessia Ronchetti, Serena Sapegno (a cura di), Dentro\/Fuori \u2013 Sopra\/Sotto. Critica femminista e canone letterario negli studi di italianistica, Longo, Ravenna 2007, pp. 171-9. leggi l&#8217;indice del volume Una prima versione, pi\u00f9 breve, di questo saggio \u00e8 l&#8217;intervento Il piacere di confondere i confini. 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