{"id":3475,"date":"2018-03-07T15:51:06","date_gmt":"2018-03-07T14:51:06","guid":{"rendered":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=3475"},"modified":"2018-03-13T13:20:36","modified_gmt":"2018-03-13T12:20:36","slug":"feminismisforeverybody-3-bell-hooks-la-sorellanza-e-ancora-potente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=3475","title":{"rendered":"FeminismIsForEverybody #3 bell hooks, La sorellanza \u00e8 ancora potente"},"content":{"rendered":"<p>bell hooks, <em>Sisterhood Is Still Powerfull<\/em>, in <em>Feminism is for Everybody: Passionate Politics<\/em>, South End Press, Cambridge, MA, 2000, pp. 13-18 (trad. it. di sonia sabelli)<\/p>\n<p>Quando fu introdotto, lo slogan \u00abLa sorellanza \u00e8 potente\u00bb era favoloso. Ho cominciato a partecipare attivamente al movimento femminista quando ero al secondo anno di universit\u00e0. Prima di trasferirmi all&#8217;universit\u00e0 di Stanford avevo frequentato per un anno un college esclusivamente femminile e avevo sperimentato in prima persona quanto fossero diverse l&#8217;autostima e l&#8217;autoaffermazione femminili, quando i maschi erano presenti nelle classi. Le donne parlavano meno, prendevano meno iniziative e, se parlavano, spesso era difficile sentire cosa stessero dicendo. Le loro voci erano prive di forza e sicurezza. E tanto per peggiorare la situazione, i professori ci ripetevano continuamente che non eravamo intelligenti quanto i maschi e che non avremmo potuto diventare &#8220;grandi&#8221; pensatrici, scrittrici e cos\u00ec via. Questi atteggiamenti mi scioccavano, poich\u00e9 venivo da un ambiente esclusivamente femminile, in cui il nostro valore e il nostro potenziale intellettuale erano costantemente confermati dagli standard di eccellenza accademica che le nostre professoresse avevano stabilito per se stesse e per noi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Sono davvero in debito con la mia professoressa di inglese bianca preferita, che pensava che io non stessi ricevendo la guida accademica di cui avevo bisogno, perch\u00e9 nel nostro college femminile non c&#8217;era un corso intensivo di scrittura. Fu lei a incoraggiarmi a iscrivermi a Stanford. Era convinta che un giorno sarei diventata una scrittrice e una pensatrice importante. A Stanford la mia abilit\u00e0 era continuamente messa in discussione. Cominciai a dubitare di me stessa. Fu allora che il movimento femminista sconvolse il campus. Le studentesse e le professoresse pretendevano di mettere fine alla dominazione basata sul genere dentro e fuori la classe. Accidenti, \u00e8 stato un periodo intenso e favoloso. L\u00ec ho frequentato il mio primo corso di studi delle donne con la scrittrice Tillie Olsen, che spingeva i suoi studenti a riflettere innanzitutto sul destino delle donne provenienti dalla classe operaia. L\u00ec la studiosa che sarebbe diventata la biografa di Anne Sexton, Diane Middlebrook, distribu\u00ec una mia poesia senza nome, durante il nostro corso di poesia contemporanea, chiedendoci se l&#8217;avesse scritta un uomo o una donna, un esperimento che ci fece riflettere criticamente sull&#8217;atto di valutare un testo scritto in base al genere. L\u00ec, a 19 anni, ho cominciato a scrivere il mio primo libro, <em>Ain&#8217;t I a Woman. Black Women and Feminism<\/em>. Nessuna di queste incredibili trasformazioni sarebbe avvenuta se il movimento femminista non avesse creato le fondamenta per la solidariet\u00e0 tra donne.<\/p>\n<p>Queste fondamenta poggiavano sulla nostra critica di quello che allora chiamavamo \u00abil nemico interno\u00bb, riferendoci al nostro sessismo interiorizzato. Sapevamo in prima persona che, in quanto donne, eravamo state tutte socializzate dal pensiero patriarcale a vedere noi stesse come inferiori agli uomini, a vederci sempre e soltanto le une in competizione con le altre per ottenere l&#8217;approvazione patriarcale, a guardarci l&#8217;un l&#8217;altra con invidia, paura e livore. Il pensiero sessista ci faceva giudicare l&#8217;un l&#8217;altra senza compassione e ci faceva punire severamente le une con le altre. Il pensiero femminista ci aiut\u00f2 a disimparare l&#8217;odio per noi stesse. Ci permise di sfuggire all&#8217;influenza che il pensiero patriarcale aveva sulle nostre coscienze.<\/p>\n<p>La solidariet\u00e0 maschile era un aspetto accettato e affermato della cultura patriarcale. Si presumeva semplicemente che gli uomini in gruppo sarebbero stati uniti, si sarebbero supportati l&#8217;un l&#8217;altro, sarebbero stati compagni di squadra, avrebbero messo il bene del gruppo davanti ai profitti e ai riconoscimenti personali. La solidariet\u00e0 femminile non era possibile all&#8217;interno del patriarcato; era un atto di tradimento. Fu il movimento femminista a creare le condizioni di possibilit\u00e0 per la solidariet\u00e0 femminile. Non ci eravamo unite contro gli uomini, ci eravamo unite per proteggere i nostri interessi in quanto donne. Quando sfidammo i professori che non insegnavano su libri scritti da donne, non era perch\u00e9 non ci piacevano quei professori (spesso ci piacevano); volevamo, giustamente, mettere fine ai pregiudizi di genere nella classe e nel curriculum.<\/p>\n<p>Le trasformazioni femministe che stavano avvenendo nel nostro college misto, agli inizi degli anni settanta, stavano avvenendo anche nelle case e nel mondo del lavoro. Innanzitutto il movimento femminista incoraggiava le donne a non vedere pi\u00f9 se stesse e i loro corpi come propriet\u00e0 degli uomini. Per reclamare il controllo della nostra sessualit\u00e0, i diritti riproduttivi e un reale controllo delle nascite, per mettere fine allo stupro e alle molestie sessuali, avevamo bisogno di essere solidali. Se volevamo cambiare le discriminazioni sul lavoro subite dalle donne, avevamo bisogno di fare pressione in quanto gruppo per cambiare le politiche sociali. Sfidare e cambiare il pensiero sessista delle donne era il primo passo per creare la sorellanza potente che avrebbe finito per scolnvolgere la nostra nazione.<\/p>\n<p>Subito dopo il risveglio della rivoluzione dei diritti civili, il movimento femminista degli anni settanta e ottanta cambi\u00f2 il volto della nostra nazione. Le attiviste femministe che resero possibili questi cambiamenti si preoccupavano per il benessere di tutte le donne. Comprendevamo che la solidariet\u00e0 politica tra le donne espressa nella sorellanza va oltre il riconoscimento positivo delle esperienze delle donne e perfino oltre la consapevolezza di condividere le stesse sofferenze. La sorellanza femminista \u00e8 radicata nell&#8217;impegno condiviso nella lotta contro l&#8217;ingiustizia patriarcale, indipendentemente dalla forma che questa ingiustizia assume. La solidariet\u00e0 politica tra le donne indebolisce sempre il sessismo e prepara il terreno per la disfatta del patriarcato. \u00c8 significativo che la sorellanza non avrebbe potuto attraversare i confini di razza e classe se le singole donne non fossero state disposte a spogliarsi del proprio potere di dominare e sfruttare gruppi di donne subalterne. Finch\u00e9 le donne useranno il potere di razza o classe per dominare altre donne, la sorellanza femminista non sar\u00e0 pienamente realizzata.<\/p>\n<p>Negli anni ottanta, quando un maggior numero di donne cominci\u00f2 a rivendicare opportunisticamente il femminismo \u2013 senza passare per l&#8217;autocoscienza femminista che avrebbe permesso loro di liberarsi del proprio sessismo \u2013 l&#8217;assunto patriarcale che il forte debba dominare sul debole inform\u00f2 le loro relazioni con le altre donne. Quando le donne, in particolare le donne bianche che erano state private del privilegio, cominciarono ad acquisire il potere di classe senza liberarsi del loro sessismo interiorizzato, le divisioni tra le donne si intensificarono. Quando le donne di colore criticarono il razzismo all&#8217;interno della societ\u00e0 nel suo insieme e richiamarono l&#8217;attenzione sui modi in cui il razzismo aveva caratterizzato e influenzato la teoria e la pratica femminista, molte donne bianche semplicemente fecero retromarcia sull&#8217;ideale della sorellanza, chiudendo le loro menti e i loro cuori. E lo stesso avvenne quando emerse la questione del classismo tra le donne.<\/p>\n<p>Mi ricordo quando le femministe, in maggioranza donne bianche con un privilegio di classe, dibattevano la questione se si dovesse assumere o meno un aiuto domestico, nel tentativo di trovare un modo per non partecipare alla subordinazione e alla de-umanizzazione di donne meno privilegiate. Alcune di queste donne riuscirono a creare legami positivi con le donne che assumevano, per ottenere un miglioramento reciproco in un pi\u00f9 ampio contesto di diseguaglianza. Invece di abbandonare l&#8217;ideale della sorellanza, perch\u00e9 non potevano raggiungere una condizione talmente utopistica, crearono una sorellanza reale, che tenesse conto dei bisogni di tutte le donne coinvolte. Era questo il duro lavoro della solidariet\u00e0 femminista tra le donne. Purtroppo, quando l&#8217;opportunismo all&#8217;interno del femminismo si intensific\u00f2, quando le vittorie femministe divennero comuni e dunque vennero date per scontate, molte donne non vollero pi\u00f9 lavorare duro per realizzare e sostenere la solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Molte donne rinunciarono del tutto alla nozione di sorellanza. Le singole che in passato avevano criticato e sfidato il patriarcato si ri-allinearono con gli uomini sessisti. Le donne radicali, che si sentirono tradite dalla feroce competizione negativa tra le donne, spesso si ritirarono completamente. E a questo punto il movimento femminista, che mirava a trasformare positivamente le vite di tutte le donne, divenne pi\u00f9 stratificato. L&#8217;ideale della sorellanza, che era stato il grido di battaglia del movimento, sembr\u00f2 non essere pi\u00f9 importante per molte donne. La solidariet\u00e0 politica tra le donne, che era stata la forza che aveva realizzato un cambiamento positivo, fu sistematicamente indebolita e minacciata, e lo \u00e8 tuttora. Di conseguenza, oggi abbiamo bisogno di un rinnovato impegno nella solidariet\u00e0 politica tra le donne, cos\u00ec come ne avevamo bisogno quando il movimento femminista contemporaneo era solo agli inizi.<\/p>\n<p>L&#8217;ideale della sorellanza che avevamo agli inizi del movimento femminista contemporaneo era privo di un&#8217;effettiva comprensione del lavoro concreto che avremmo dovuto fare per trasforamre la solidariet\u00e0 politica in una realt\u00e0. Grazie all&#8217;esperienza, al duro lavoro e, s\u00ec, imparando dai nostri fallimenti e dai nostri errori, ora abbiamo a disposizione un corpus teorico e una pratica condivisa che pu\u00f2 insegnare a coloro che si sono appena convertite alla politica femminista che cosa c&#8217;\u00e8 da fare per creare, sostenere e proteggere la solidariet\u00e0 tra noi. Poich\u00e9 moltissime giovani donne sanno poco del femminismo e molte presumono erroneamente che il sessismo non sia pi\u00f9 un problema, l&#8217;educazione femminista alla consapevolezza critica deve essere costante. Le pensatrici femministe pi\u00f9 esperte non possono dare per scontato che le giovani donne acquisiscano una conoscenza del femminismo lungo la strada verso l&#8217;et\u00e0 adulta. Hanno bisogno di una guida. In generale nella nostra societ\u00e0 le donne stanno dimenticando il valore e il potere della sorellanza. Un movimento femminista rinnovato deve risollevare in alto lo striscione per proclamare ancora che \u00abla sorellanza \u00e8 potente\u00bb.<\/p>\n<p>I gruppi radicali di donne continuano il nostro impegno per costruire la solidariet\u00e0, per trasformare la solidariet\u00e0 politica femminista tra le donne in una realt\u00e0 incessante. Continuiamo a lavorare per stabilire legami attraverso la razza e la classe. Continuiamo a mettere in atto il pensiero e la pratica antisessista che dimostra che le donne possono ottenere l&#8217;autorealizzazione e il successo senza dominare l&#8217;una sull&#8217;altra. E abbiamo la gran fortuna di sapere, ogni giorno delle nostre vite, che la sorellanza \u00e8 effettivamente possibile, e che la sorellanza \u00e8 ancora potente.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>continua a leggere qui: <a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?tag=feminismisforeverybody\">FeminismIsForEverybody<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>bell hooks, Sisterhood Is Still Powerfull, in Feminism is for Everybody: Passionate Politics, South End Press, Cambridge, MA, 2000, pp. 13-18 (trad. it. di sonia sabelli) Quando fu introdotto, lo slogan \u00abLa sorellanza \u00e8 potente\u00bb era favoloso. Ho cominciato a partecipare attivamente al movimento femminista quando ero al secondo anno di universit\u00e0. Prima di trasferirmi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2382,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[54],"tags":[66,565,29,567],"class_list":["post-3475","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-traduzioni","tag-hooks","tag-feminismisforeverybody","tag-femminismo","tag-sorellanza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2382"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3475"}],"version-history":[{"count":35,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3475\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3555,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3475\/revisions\/3555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}