{"id":3141,"date":"2014-12-31T08:53:44","date_gmt":"2014-12-31T07:53:44","guid":{"rendered":"http:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=3141"},"modified":"2014-12-31T09:20:35","modified_gmt":"2014-12-31T08:20:35","slug":"grazie-julio-monteiro-martins-grande-guerriero-xavante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=3141","title":{"rendered":"Grazie Julio Monteiro Martins"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Il 24 dicembre scorso \u00e8 morto lo scrittore <a href=\"http:\/\/www.sagarana.net\/home.php\">Julio Monteiro Martins<\/a>. Questo \u00e8 il ricordo che Pina Piccolo, Mia Lecomte e Rosanna Morace gli hanno dedicato ieri su <a href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2014\/12\/30\/julio-monteiro-martins-un-grande-guerriero-xavante\/\">Nazione Indiana<\/a>.<\/p>\n<blockquote>\n<h1 style=\"text-align: justify\">Grazie Julio Monteiro Martins grande guerriero xavante<\/h1>\n<div class=\"meta\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"date\">30 dicembre 2014<\/div>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<div class=\"storycontent\">\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">di <strong>Mia Lecomte, Rosanna Morace, Pina Piccolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Julio Monteiro Martins era un poeta, un sognatore, uno scrittore. Costruiva utopie possibili e le alimentava con il suo meraviglioso entusiasmo. Questo grande piccolo guerriero delle lettere ci ha lasciato pochi giorni fa. Tre amiche Pina Piccolo, Mia Lecomte, Rosanna Morace lo ricordano oggi su Nazione Indiana.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong>IL CAPPELLO<\/strong><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-50324\" src=\"http:\/\/static.nazioneindiana.net\/wp-content\/2014\/12\/julio_que_sorri-1-247x300.jpg\" alt=\"Julio Monteiros Martins\u200e\" width=\"147\" height=\"179\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggetto: <em>Primi giri con gomme da pioggia<\/em><br \/>\nDa: \u201cJulio Monteiro Martins\u201d<br \/>\nA: \u201cMia Lecomte\u201d<br \/>\nData: Sabato, 29 novembre 2014, 11:26 AM<br \/>\nCiao Mia,<br \/>\nti mando questa bella traduzione del racconto \u201cThe Other Barack\u201d, fatta da Gioia, che pu\u00f2 servirti in Francia o negli USA per quelli che non leggono in italiano, o la potranno utilizzare a lezione con gli allievi stranieri.<br \/>\nChiamami, quando puoi, sono ancora a fare la chemio, prima, ieri, all\u2019ospedale, e ora a casa, con una tecnologia tipo un \u201cbiberon portatile tecnologico\u201d che devo portare dappertutto fino a domani alle ore 21,00, quando andr\u00f2 a Pisa a ritirarlo e ripulire gli aghi e i tubi interni del port.<br \/>\nGli effetti collaterali per ora sono sopportabili, dei singhiozzi, lunghe sequenze, e un po\u2019 di bruciore allo stomaco, poi la medicina specifica li mette a posto. Ma sono stato ben avvertito che la parte pesante inizia domenica e luned\u00ec. Mi sono gi\u00e0 procurato anche una cuffia di lana nera. Ma se trovi un bel cappellino a Parigi, me lo prendi tu? Cos\u00ec sarei un elegante e raffinato testa d\u2019uovo.<br \/>\nQuando vuoi chiamarmi, oggi sar\u00f2 solo a casa dopo l\u2019una.<br \/>\nUn bacio<br \/>\nJulio<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggetto: <em>Primi giri con gomme da pioggia<\/em><br \/>\nDa: \u201cMia Lecomte\u201d<br \/>\nTo: \u201cJulio Monteiro Martins\u201d<br \/>\nData: Sabato, 29 novebre 2014 11:33 AM<br \/>\nCi sentiamo dopo. Ti prender\u00f2 una francesissima parrucca Luigi XIV, con boccoli fino alle spalle (e un bastone con il pomo d\u2019oro, e lunghe calze di seta\u2026). Sarai uno schianto! M.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggetto: <em>Primi giri con gomme da pioggia<\/em><br \/>\nDa: \u201cJulio Monteiro Martins\u201d<br \/>\nData: Sabato, 29 novembre 2014, 11:44<br \/>\nA: \u201cMia Lecomte\u201d<br \/>\nUn guerriero della trib\u00f9 degli xavante, con la sua immensa borduna in pugno, non pu\u00f2 travestirsi da cicisbeo settecentesco, vero? Ma che xavante sarebbe?<br \/>\nUn cappellino da intellettuale francese della Nouvelle Vague? Cos\u00ec sarei uno xavante moooolto acculturato\u2026 Guerriero per altri metodi e strategie.<br \/>\nBaci<br \/>\nJulio<br \/>\n* il cappello te l\u2019ho portato in ospedale: nero e intellettual-francese al punto giusto. Ora fa la sua figura sulla bella testa capellona di Lorenzo (M.L.)<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong>IL GUERRIERIO XAVANTE<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli xavantes sono una popolazione di guerrieri originaria del Mato Grosso, in Brasile, e furono l\u2019ultimo popolo ad essere stato ridotto in schiavit\u00f9 dall\u2019esercito brasiliano, nel XVIII sec.; da allora, vivono per lo pi\u00f9 lontani da ogni contatto con la globalizzazione, mantenendo la propria lingua e i propri riti, le proprie tradizioni e i propri modelli di organizzazione sociale e religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che rende Julio Monteiro Martins un grande guerriero xavante non \u00e8 solo l\u2019origine brasiliana, ma l\u2019orgoglio fiero, la ferrea volont\u00e0 di non piegarsi a compromessi, di lottare in prima persona e a suo rischio per ci\u00f2 che intimamente avvertiva come sopruso o ingiustizia, sia a livello personale che sociale\/politico, salvo poi la strabiliante capacit\u00e0 di risorgere dalle proprie ceneri e di prepararsi ad una nuova sfida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tengo a precisare che, nonostante potrebbe sembrarlo, questa non \u00e8 retorica dettata dal dolore del momento: basti leggere l\u2019ultimo scambio di mail che Julio e Mia hanno avuto \u2212 e che Mia ci ha gentilmente regalato \u2212, in cui \u00e8 davvero condensata tutta la tempra dell\u2019uomo, il coraggio, l\u2019ironia e la leggerezza con i quali \u00e8 riuscito a sfaldare un momento cos\u00ec drammatico, pur nella lucida consapevolezza della gravit\u00e0 della situazione, mai minimizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ultimo atto che \u00e8 il degno compimento di un\u2019intera vita da guerriero: dall\u2019attivismo politico e letterario durante la dittatura brasiliana, quando non era ancora ventenne; alla capacit\u00e0 di mettersi in gioco, in quegli stessi anni, aprendo una casa editrice attenta alla pubblicazione di opere prime,<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2014\/12\/30\/julio-monteiro-martins-un-grande-guerriero-xavante\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/sup> fino alla co-fondazione del partito verde brasiliano e all\u2019attivit\u00e0 di avvocato per i Diritti umani per la difesa dei <em>meninos de rua<\/em>, nel processo segu\u00ecto alla \u00abStrage della Candelaria\u00bb.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2014\/12\/30\/julio-monteiro-martins-un-grande-guerriero-xavante\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/sup> Poi, l\u2019arrivo in Italia nel 1995, quando si era oramai reso conto che la caduta della dittatura non aveva comportato un reale rinnovamento del Brasile, ma addirittura il crollo di quegli ideali che avevano animato il dissenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E, anche nella nuova patria, il medesimo impegno politico, la medesima attenzione agli autori emergenti e alla promozione della letteratura mondiale, la lungimirante rivendicazione della forza della letteratura della migrazione: tutti aspetti confluiti nella creazione della rivista online \u00abSagarana\u00bb, fondata, diretta e curata da Julio a partire dal 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altronde, anche la ricca produzione in prosa e in poesia, italiana e brasiliana,<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2014\/12\/30\/julio-monteiro-martins-un-grande-guerriero-xavante\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/sup> di Julio Monteiro Martins \u00e8 specchio di quanto si \u00e8 fin qui detto, e testimonia con incisivit\u00e0 quanto la scrittura sia sempre stata, per lui, strumento attivo di conoscenza, partecipazione, denuncia, fino a farsi vero e proprio <em>ethos<\/em> (in questo senso, lui precisava che scrivere \u00abnon \u00e8 un \u2018fare\u2019, \u00e8 un \u2018essere\u2019\u00bb): il confronto diretto con il presente e le sue reali condizioni storiche, politiche e sociali passa cos\u00ec dalla denuncia delle aberrazioni umane durante la dittatura brasiliana, alle riflessioni sul berlusconismo e sul \u00abpensiero unico dominante\u00bb della globalizzazione nelle opere italiane, pur nella costante tematizzazione dei tre grandi motivi con cui tutta la letteratura, in maniera esplicita o implicita, si confronta da sempre, ovvero la morte, il vuoto e l\u2019amore.<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2014\/12\/30\/julio-monteiro-martins-un-grande-guerriero-xavante\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a><\/sup> Vi \u00e8, dunque, una netta continuit\u00e0 tra la produzione artistica nella madrepatria e quella nella terra di adozione, nonostante la nuova lingua e l\u2019esperienza migratoria abbiano comportato l\u2019approfondimento di certi temi e l\u2019affievolirsi di altri. Tra tutti, emerge certamente quello dello strappo-rinascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Julio parlava, infatti, della sua emigrazione come di un \u00absuicidio amministrato\u00bb: un sintagma molto particolare il cui significato \u00e8 chiarito nel frammento 58 della \u00abSeconda parte\u00bb di <em>Cronache di gloria e disperazione<\/em> (inedito):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 tante persone emigrarono, da sole o con le loro famiglie, verso terre lontane e sconosciute? La prima risposta \u00e8 che non c\u2019erano pi\u00f9 le condizioni perch\u00e9 rimanessero dove abitavano. Ma molti altri erano rimasti, vivendo la miseria, il pericolo, aspettando la morte certa o impazzendo per le speranze eternamente rimandate. Quindi, da dove viene il coraggio di quelli che se ne vanno? Il coraggio viene da un\u2019intuizione: emigrare \u00e8 anticipare la morte in una forma benigna. Cosa ci aspetta dopo la fine? Il cielo? L\u2019inferno? Quindi, che venga subito, ed in questa vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come nella morte vera, l\u2019emigrante lascia tutto dietro di s\u00e9: i paesaggi, gli amici, i propri morti, il proprio passato e la propria unica identit\u00e0. Egli abbandona il proprio corpo materiale, nella forma della sua storia personale, ed emigra sprovveduto, inerme, solo, etereo e spoglio come uno spirito, verso l\u2019ignoto assoluto. L\u2019emigrante ha ingannato la morte come un torero inganna il toro. Egli si \u00e8 visto condannato e, prima dell\u2019esecuzione lenta e brutale della sentenza, si \u00e8 costruito la propria morte, ha assunto volontariamente il controllo della propria fine e cos\u00ec ha guadagnato la possibilit\u00e0 di una nuova vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019emigrante \u00e8 colui che sceglie il proprio oltre. Egli fugge dall\u2019oltretomba verso l\u2019oltremare, l\u2019oltre frontiera, l\u2019oltre foresta, l\u2019oltre deserto. L\u2019emigrante, cos\u00ec come un morto, ha perduto ormai tutta la paura, perch\u00e9 qualunque cosa succeda a partire da quella rottura cruciale \u00e8 pur sempre qualcosa, pu\u00f2 essere anche il peggior qualcosa, ma \u00e8 qualcosa, ed egli sar\u00e0 libero per molto tempo dal fantasma del nulla, che rendeva la sua vita ogni giorno meno sopportabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Emigrazione come morte prima imposta, poi voluta. Emigrazione come rinascita scelta, volontaria, compiuta da colui che ha perso la paura del vuoto e cerca un nuovo oltre. L\u2019emigrante \u00e8 quindi colui che ha ingannato la morte e ha avuto il coraggio di anticiparla \u00abin forma benigna\u00bb.<br \/>\nL\u2019emigrazione come l\u2019atto di un guerriero che rifiuta di vedersi morire senza combattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E siamo certi che anche in questa seconda emigrazione Julio abbia saputo e sapr\u00e0 fuggire \u00abdall\u2019oltretomba verso l\u2019oltremare, l\u2019oltre frontiera, l\u2019oltre foresta, l\u2019oltre deserto\u00bb, avendo \u00abperduto ormai tutta la paura, perch\u00e9 qualunque cosa succeda a partire da quella rottura cruciale \u00e8 pur sempre qualcosa, pu\u00f2 essere anche il peggior qualcosa, ma \u00e8 qualcosa, ed egli sar\u00e0 libero dal fantasma del nulla, che rendeva la sua vita ogni giorno meno sopportabile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Rosanna Morace<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong>La rivista Sagarana<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">La rivista Sagarana, trimestrale di letteratura mondiale online, ideata e diretta da Julio Monteiro Martins, e in esistenza ininterrotta dall\u2019ottobre 2000, una tra le pi\u00f9 longeve in Italia, \u00e8 stata uno dei progetti pi\u00f9 apprezzati e di maggiore impatto nei suoi 20 anni di intensa attivit\u00e0 letteraria in Italia. Nel corso degli anni la rivista si \u00e8 costruita un seguito di migliaia di lettori assidui sparsi nei 5 continenti, che ogni tre mesi aspettavano di leggere gli assaggi di saggistica, narrativa, poesia scelti da Julio e proposti da una rete internazionale di collaboratori. Nel loro insieme tali assaggi costituivano una specie di antidoto al pensiero unico che Julio tanto disdegnava e considerava il male pi\u00f9 subdolo dei nostri giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impegno a contrastare l\u2019uniformazione ideologica e letteraria ai modelli imposti dal mercato veniva affrontato in modo esplicito negli editoriali del Direttore, che erano una sorta di \u201cterza pagina\u201d rivolta a chi si occupava di letteratura e politica. Oltre agli editoriali, di suo Julio contribuiva spesso con brevi racconti, di cui ho sempre apprezzato uno stralunato senso del grottesco, tutto suo, feroce e tenero nel contempo. Sia nei pezzi che sceglieva che in quelli che scriveva, Julio non si limitava ad essere un cultore di una certa estetica letteraria ma tentava anche di costruire una \u201cepistemologia\u201d della letteratura alla scoperta di certe verit\u00e0 sull\u2019animo umano che solo i diversi generi letterari contengono e possono rivelare. E su questo ci siamo spesso scontrati, nel senso che mi rimproverava una visione eccessivamente utilitaristica della letteratura in chiave militante, e mi incoraggiava a un maggior rigore nel cercare il <em>quid<\/em> rivoluzionario insito nella scrittura stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per onorare la sua memoria vorrei proporre un brano tratto dal \u00abPrologo\u00bb del romanzo <em>L\u2019ultima pelle<\/em> (scritto in portoghese e tradotto dall\u2019autore), proposto nella rivista alla pagina \u00abIl Direttore\u00bb, che ci d\u00e0 un assaggio di questa sua ricerca:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[\u2026] Cos\u00ec come nei rettili e negli uccelli, certi colpi inaspettati, certe ferite, certe angosce, possono anticipare la muta a un momento imprevisto. Il nostro canto tace, le nostre piume cadono, e noi tremiamo dal freddo sul ramo pi\u00f9 remoto della voliera. Ma allora il ciclo si completa, inaspettatamente come \u00e8 cominciato. Il personaggio \u00e8 gi\u00e0 un altro, integrato al mondo che lo circonda e dal mondo ogni volta pi\u00f9 celebrato. Noi torniamo a cantare ancora meglio, a strisciare pi\u00f9 veloci tra i cespugli e le pietre. Sono i cicli della nostra provvisoria pienezza. Noi ci sentiamo interi nuovamente. Ci sentiamo come sempre fummo, poich\u00e9 le trasformazioni spariscono tra i due anelli estremi della catena, che si uniscono nella memoria. Non ricordiamo niente che non sia il momento abbagliante, il personaggio completo, e nella meraviglia di una pace attiva nemmeno percepiamo che il nostro canto adesso \u00e8 differente, che la nostra pelle \u00e8 un\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[\u2026] Quello che \u00e8 rimasto sul cammino, piume, pelle, identit\u00e0, non sono spoglie o reminiscenze, sono parti perdute della materia che ci costituisce, sono fossili della nostra essenza, sono ego sottratti, che in un giorno qualsiasi del futuro ci lasceranno con un\u2019unica piuma, con un\u2019ultima pelle, con un ultimo e monocorde canto, con il personaggio definitivo. Abbiamo bisogno di cominciare ad amarlo molto presto, molto prima del primo cambio di pelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Pina Piccolo<\/strong><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym-western\" href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2014\/12\/30\/julio-monteiro-martins-un-grande-guerriero-xavante\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> La casa editrice \u00abAnima\u00bb, fondata e diretta da Julio Cesar Monteiro Martins, ha pubblicato il maggior numero di opere prime di autori brasiliani tra il 1983 e i 1987, nonch\u00e9 numerose traduzioni di testi inediti in portoghese.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\">\u00a0<a class=\"sdfootnotesym-western\" href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2014\/12\/30\/julio-monteiro-martins-un-grande-guerriero-xavante\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> La strage della Chacina da Candel\u00e1ria, avvenuta a Rio de Janeiro il 23 luglio 1993, fu compiuta da una squadra di poliziotti in borghese, che uccise nel sonno a colpi di mitra i bambini orfani che dormivano in strada.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"sdfootnote\">\u00a0<a class=\"sdfootnotesym-western\" href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2014\/12\/30\/julio-monteiro-martins-un-grande-guerriero-xavante\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Mi limito qui a citare i volumi. In portoghese: <em>Torpalium<\/em>, S\u00e3o Paulo, \u00c1tica, 1977 (racconti); <em>Sabe quem dan\u00e7ou<\/em>?, Rio de Janeiro, Codecri, 1978 (racconti); <em>Art\u00e9rias e becos<\/em>, S\u00e3o Paulo, Summus, 1978 (romanzo); <span lang=\"pt-BR\"><em>B\u00e1rbara<\/em><span lang=\"pt-BR\">, Rio de Janeiro, Codecri, 1979 (romanzo); <span lang=\"pt-BR\"><em>A oeste de nada<\/em><span lang=\"pt-BR\">, Rio de Janeiro, Civiliza\u00e7\u00e3o Brasileira, 1981 (racconti); <span lang=\"pt-BR\"><em>As for\u00e7as desarmadas<\/em><span lang=\"pt-BR\">, Rio de Janeiro, Anima, 1983 (racconti); <span lang=\"pt-BR\"><em>O livro das diretas<\/em><span lang=\"pt-BR\">, Rio de Janeiro, Anima, 1984 (saggi politici); <span lang=\"pt-BR\"><em>Muamba<\/em><span lang=\"pt-BR\">, Rio de Janeiro, Anima, 1985 (racconti); <span lang=\"pt-BR\"><em>O espa\u00e7o imagin\u00e1rio<\/em><span lang=\"pt-BR\">, Rio de Janeiro, Anima, 1987 <strong>(racconti).<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<blockquote>\n<p class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: justify\">In italiano: <em>Il percorso dell\u2019idea<\/em>, Bandecchi e Vivaldi, Pontedera, 1998 (poesie), <em>Racconti italiani<\/em>, Nard\u00f2, Besa, 2000 (racconti); <em>La passione del vuoto<\/em>, Nard\u00f2, Besa, 2003 (racconti); <em>madrelingua<\/em>, Nard\u00f2, Besa, 2005 (romanzo); <em>L\u2019amore scritto<\/em>, Nard\u00f2, Besa, 2007(racconti); <em>La grazia di casa mia<\/em>, Milano, Rediviva, 2013. Di prossima pubblicazione per Besa \u00e8 <em>La macchina sognante.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<a class=\"sdfootnotesym-western\" href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2014\/12\/30\/julio-monteiro-martins-un-grande-guerriero-xavante\/#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> Su ciascuno di questi temi sono incentrate le tre raccolte di racconti pubblicate in Italia: <em>Racconti italiani<\/em> (sulla morte),<em> La passione del vuoto<\/em>,<em> L\u2019amore scritto<\/em>.<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 dicembre scorso \u00e8 morto lo scrittore Julio Monteiro Martins. Questo \u00e8 il ricordo che Pina Piccolo, Mia Lecomte e Rosanna Morace gli hanno dedicato ieri su Nazione Indiana. 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