{"id":3105,"date":"2014-09-25T19:36:58","date_gmt":"2014-09-25T17:36:58","guid":{"rendered":"http:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=3105"},"modified":"2014-09-25T19:40:27","modified_gmt":"2014-09-25T17:40:27","slug":"valeria-ribeiro-su-le-dita-tagliate-di-paola-tabet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=3105","title":{"rendered":"Valeria Ribeiro su Le dita tagliate di Paola Tabet"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Su <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/sessualita-e-organizzazione-sociale-il-femminismo-materialista-di-paola-tabet\/\">Micromega<\/a>, Valeria Ribeiro Corossacz ha recensito il libro di Paola Tabet, <em><a href=\"http:\/\/www.ediesseonline.it\/catalogo\/sessismoerazzismo\/le-dita-tagliate\">Le dita tagliate<\/a><\/em>, pubblicato nella collana sessismo&amp;razzismo di Ediesse.<\/p>\n<blockquote>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Sessualit\u00e0 e organizzazione sociale. Il femminismo materialista di Paola Tabet<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/files\/2014\/09\/le-dita-tagliate.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"164\" \/>&#8220;Le dita tagliate&#8221;, dell&#8217;antropologa Paola Tabet, offre finalmente una sintesi unitaria dell&#8217;originale lavoro di una studiosa italiana ancora poco conosciuta in Italia. Un&#8217;analisi \u201cfemminista materialista\u201d, focalizzata sulla nozione di \u201cscambio sessuo-economico\u201d come norma dei rapporti sociali fra i sessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>di <strong>Valeria Ribeiro Corossacz<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pubblicazione del volume <em>Le dita tagliate<\/em> di Paola Tabet (Ediesse, 2014, pp. 324, euro 15,00) ha due grandi pregi. Presentare in modo coordinato e unitario il lavoro di Tabet sulle relazioni sociali tra i sessi (l\u2019altro suo campo di ricerca \u00e8 il razzismo, con la pubblicazione di <em>La pelle giusta<\/em>, 1998), e colmare un grave vuoto, ovvero l\u2019assenza di versioni in lingua italiana di due dei suoi testi pi\u00f9 noti e importanti, <em>Le mani, gli utensili<\/em>, <em>le armi <\/em>(1979) e <em>Fertilit\u00e0 naturale, riproduzione forzata<\/em> (1985) pubblicati originariamente in francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pur trattandosi di una studiosa italiana che ha insegnato nell\u2019universit\u00e0 italiana, il suo lavoro sulle relazioni sociali tra i sessi ha trovato poco spazio di circolazione sia all\u2019interno dell\u2019antropologia sia nei dibattiti femministi italiani negli anni in cui \u00e8 stato pubblicato. Diversi gli elementi che hanno contribuito a questa invisibilit\u00e0, tra cui le resistenze androcentriche interne all\u2019antropologia e il radicamento di altre prospettive femministe.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><!--more--><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 invece attorno al gruppo della rivista <em>Questions f\u00e9ministes<\/em> che trova spazio la sua analisi femminista materialista del dominio maschile sulle donne. Il termine marxiano di materialismo \u00e8 ripreso e riarticolato da questa corrente del femminismo per proporre un\u2019analisi focalizzata sui rapporti materiali tra uomini e donne e su come essi siano trasformati in rapporti di senso che intendono giustificare i rapporti di dominio in quanto <em>naturali<\/em> (sul femminismo materialista francofono si veda l\u2019antologia introduttiva <em>Non si nasce donna<\/em>, a cura di Garbagnoli e Perilli, 2013, Alegre).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La caratteristica dell\u2019opera di Tabet, infatti, \u00e8 di iscriversi all\u2019interno degli studi etnologici e al contempo di proporre un\u2019analisi femminista delle ineguaglianze tra uomini e donne e di come queste siano l\u2019esito di una pratica diffusa e diversificata, a seconda delle epoche storiche e delle societ\u00e0, del dominio degli uomini sulle donne. In questo modo il lavoro di Tabet non rimane circoscritto all\u2019ambito disciplinare, in cui rappresenta una tappa fondamentale nella decostruzione dell\u2019androcentrismo, ma usa l\u2019antropologia come un sapere alla portata di tutti che permette di comprendere le relazioni sociali tra i sessi in cui siamo immerse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pubblicazione di <em>Le dita tagliate<\/em> ha dunque il merito di presentare in modo asciutto e accessibile a un pubblico non accademico le tre tappe del lavoro di Tabet: la divisione sessuale del lavoro e il ruolo che in essa ha l\u2019uso degli strumenti, in modo generale l\u2019accesso differenziato tra uomini e donne alla tecnologia propria di ciascuna societ\u00e0 e i suoi effetti sulla vita delle donne; la situazione delle donne in riferimento alla riproduzione umana, definita non come attivit\u00e0 naturale, ma come lavoro; lo scambio sessuo-economico, ovvero il <em>continuum<\/em> di relazioni sociali tra uomini e donne che implicano una transazione economica, in cui \u00e8 sempre la sessualit\u00e0 delle donne ad essere scambiata dietro un compenso o retribuzione di varia natura (dal denaro alla rispettabilit\u00e0 del matrimonio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il libro cuce insieme questi tre momenti della dominazione maschile delle donne: il fatto che le donne siano escluse dagli uomini dalla possibilit\u00e0 di esercitare le stesse attivit\u00e0 lavorative e con gli stessi strumenti \u00e8 in correlazione con il loro confinamento sociale nell\u2019attivit\u00e0 riproduttiva, producendo la falsa sovrapposizione meccanica tra donne e capacit\u00e0 riproduttive e cura della prole. Tabet ci ricorda come la riproduzione negli esseri umani non \u00e8 un evento esterno alle relazioni sociali, ma al contrario determinato da esse, a partire dall\u2019eterosessualit\u00e0 vista come sistema sociale imposto. La messa a lavoro delle donne in quanto riproduttrici non \u00e8 dunque semplicemente riferita al lavoro che le donne compiono nel riprodurre la vita sociale (lavoro domestico e di cura), ma \u00e8 precedente, poich\u00e9 si realizza attraverso l\u2019addomesticazione della sessualit\u00e0 delle donne incanalata verso una modalit\u00e0 esclusivamente riproduttiva, a fronte di una sessualit\u00e0 umana di per s\u00e9 polimorfa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019interesse per l\u2019organizzazione sociale della sessualit\u00e0, ovvero la sessualit\u00e0 vista dentro i rapporti sociali tra i sessi, \u00e8 il ponte che tiene insieme l\u2019analisi della riproduzione come lavoro e della sessualit\u00e0 come lavoro. Tabet infatti nota come la sessualit\u00e0 femminile sia \u201cassoggettata al servizio sia della volont\u00e0 di procreazione sia del piacere maschile\u201d, creando due sessualit\u00e0 femminili, riproduttiva e non riproduttiva, in realt\u00e0 complementari. La definizione di prostituta, come direbbe Gail Pheterson lo \u201cstigma della puttana\u201d, \u00e8 applicata dunque a tutte quelle donne, in paesi e epoche diverse, che svelano le regole del gioco (senza dunque trasformarle), passando da oggetto dello scambio sessuo-economico, a soggetto di esso. Altri ponti collegano le diverse parti del libro, aiutandoci a comprendere come si produce la violenza maschile contro le donne, e quante forme possa assumere, da cui il titolo <em>Le dita tagliate<\/em>, un riferimento alla violenza materiale che le donne subiscono anche quando, pur conservando l\u2019integrit\u00e0 del proprio corpo, non possono usarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 possibile riconoscere punti di contatto tra alcuni aspetti del lavoro di Tabet e le analisi che, circa negli stessi anni, portavano avanti Leopoldina Fortunati e Silvia Federici, anche esse rimaste poco citate nei dibattiti italiani (cos\u00ec come Tabet, anche Federici viene pubblicata in italiano recentemente). La famiglia e la prostituzione sono considerate da queste autrici come due nuclei di relazioni in cui le donne producono lavoro sessuale, in quello che appunto Tabet definisce come il <em>continuum<\/em> di scambi sessuo-economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pubblicazione de <em>Le dita tagliate<\/em> avviene in un momento di trasformazione all\u2019interno dei dibattiti femministi italiani, e forse non \u00e8 un caso che ad accogliere questo testo sia la collana Razzismo&amp;Sessismo dell\u2019Ediesse, che d\u00e0 spazio a una produzione diversificata di approcci femministi ai temi del sessismo, del razzismo, della (post)colonialit\u00e0, delle migrazioni e del lesbismo. Accanto alle produzioni vicine alla teoria della differenza sessuale, che per lungo tempo hanno predominato nel panorama italiano, oggi sembra esserci maggior spazio e visibilit\u00e0 per altre produzioni femministe, lesbiche, <em>queer<\/em> e trans sui rapporti tra i sessi e su come essi si producano dentro e attraverso le logiche del capitalismo neoliberista, del classismo e del razzismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste trasformazioni negli equilibri tra dibattiti femministi, non tanto nelle pratiche relazioni che sono sempre state pi\u00f9 complesse di quanto il mercato editoriale potesse far emergere, hanno in parte contribuito a un\u2019apertura verso la ricezione in Italia del lavoro di Tabet al di fuori di ristretti circuiti di antropologhe e femministe. Con le <em>Le dita tagliate<\/em> oggi \u00e8 possibile avere una visione di insieme dell\u2019analisi di Tabet sui rapporti sociali tra i sessi utile per comprendere lotte, resistenze e cambiamenti operati dalle donne, e le persistenti reazioni per riprodurre il dominio maschile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>(23 settembre 2014)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su Micromega, Valeria Ribeiro Corossacz ha recensito il libro di Paola Tabet, Le dita tagliate, pubblicato nella collana sessismo&amp;razzismo di Ediesse. Sessualit\u00e0 e organizzazione sociale. Il femminismo materialista di Paola Tabet &#8220;Le dita tagliate&#8221;, dell&#8217;antropologa Paola Tabet, offre finalmente una sintesi unitaria dell&#8217;originale lavoro di una studiosa italiana ancora poco conosciuta in Italia. 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