{"id":2480,"date":"2013-04-27T08:58:35","date_gmt":"2013-04-27T06:58:35","guid":{"rendered":"http:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=2480"},"modified":"2013-04-27T09:02:33","modified_gmt":"2013-04-27T07:02:33","slug":"vogliamostudidigenere-aggiornamenti-da-fas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=2480","title":{"rendered":"#VogliamoStudiDiGenere: aggiornamenti da FaS"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Ieri il blog collettivo Femminismo a Sud, che aveva lanciato l&#8217;<a href=\"https:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/vogliamo-studi-di-genere\/\">appello<\/a> per reintrodurre il corso di studi di genere cancellato dall&#8217;offerta formativa dell&#8217;universit\u00e0 della Calabria, ha pubblicato <a href=\"https:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/post\/2013\/04\/26\/vogliamostudidigenere-il-corso-presso-luniversita-della-calabria-riapre-o-no\/\">un post che ricostruisce tutta la vicenda<\/a> (compresi i link ai diversi interventi che si sono succeduti finora). In particolare, il post contiene anche un intervento di Laura Corradi, che riporto di seguito.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Vi scrivo per valutare gli esiti della petizione finora raggiunti e per quanto riguarda il comunicato del mio Dipartimento a proposito della soppressione del mio corso. Credo che la vostra iniziativa di raccolta di firme sia stata positiva, anche se per il momento non ha ottenuto l\u2019esito sperato di stimolare un ripensamento nella direzione di un ripristino del corso di \u2018Studi di Genere\u2019. Le reazioni di solidariet\u00e0 sono state molteplici ed hanno messo in evidenza che esiste un trend nazionale verso la cancellazione dei corsi che riguardano le donne e le diversit\u00e0, che sarebbe giustificato dalla necessit\u00e0 di operare tagli dell\u2019offerta formativa. In questi giorni si \u00e8 creato un vero e proprio movimento per la difesa degli \u2018studi di genere\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><!--more-->Ci sono state anche espressioni di solidariet\u00e0 tiepide o generiche, che ci dovrebbero far riflettere collettivamente e serenamente su percorsi istituzionali e relazioni di potere fra donne \u2013 affinch\u00e9 le nostre differenze non divengano un fattore di vulnerabilit\u00e0 ma un elemento di confronto e crescita. Luned\u00ec 22 aprile le firme sono state consegnate sia al Rettore che al Direttore del mio Dipartimento \u2013 ma in un clima che non ha consentito una discussione pacata di quanto accaduto \u2013 ovvero la cancellazione del mio corso ed anche il fatto che io non ne fossi a conoscenza. Non mi \u00e8 stato dato diritto di parola \u2013 perch\u00e9 il punto non era in discussione all\u2019ordine del giorno \u2013 e nemmeno facolt\u00e0 di replica a quanto veniva detto, e che riguardava la questione. Il consiglio si \u00e8 concluso senza che vi fosse la menzione di un documento a nome del Dipartimento \u2013 che non ho nemmeno ricevuto per via istituzionale, ma solo da voi poco fa.<br \/>\nIl comunicato del mio Dipartimento, nei toni e nei contenuti, sembra andare in direzione opposta ad una rinegoziazione, ad un accordo \u2013 e me ne dispiace.<br \/>\nPer quanto riguarda le questioni formali: ribadisco che non ero a conoscenza del fatto che oltre due anni fa (il 15 febbraio 2011) mentre ero assente giustificata per motivi di ricerca, si siano decise le sorti di uno dei miei corsi, ovvero \u2018Studi di Genere\u2019. Argomento, quello della soppressione, che \u00e8 stato dibattuto in un paio di occasioni, anche con toni accaldati, ma senza che alla fine vi fosse un processo decisionale in mia presenza. Mentre nei documenti che mi sono stati inviati dalla presidenza risultavo assente giustificata, ricompare la mia firma di presenza alcuni mesi pi\u00f9 tardi durante le riunioni estive di giugno e luglio, quando si trattava di licenziare il manifesto degli studi. Qui c\u2019\u00e8 stato un mio errore \u2013 dovuto alla routine ma anche ad una imperdonabile fiducia nei confronti dell\u2019istituzione \u2013 riguardo la firma che ci viene richiesta alla fine di ogni anno accademico per pubblicare l\u2019offerta formativa per gli\/le studenti degli anni successivi, e che concerne tutti i corsi di laurea. Non ho controllato, cos\u00ec come non controllo le date quando firmo, per pura buona fede: non avrei mai pensato che dai documenti di tale offerta formativa era stato tolto il mio corso, senza che mi fosse comunicata la decisione, senza che ne fossi informata almeno verbalmente. In inglese lo chiamano uninformed consent (consenso non informato).<br \/>\nQuindi non c\u2019\u00e8 stata alcuna votazione (tanto meno \u2018unanime\u2019) riguardo la cancellazione del mio corso. E non vi \u00e8 traccia di tale votazione nei verbali, n\u00e9 potrebbe esservi, poich\u00e9 \u00e8 ovvio che avrei votato NO anche da sola, alla soppressione di \u2018Studi di Genere\u2019. Sulla correttezza o meno delle procedure decisionali, cos\u00ec come sul fatto stesso della cancellazione (non \u2018presunta\u2019 come dice il comunicato, ma reale) di \u2018studi di genere\u2019 che il prossimo anno non verr\u00e0 attivato \u2013 \u00e8 stata depositata una interrogazione parlamentare che far\u00e0 chiarezza sulle questioni relative alla trasparenza ma soprattutto alla pertinenza \u2013 ovvero se era davvero necessario chiudere questo corso e mantenere, tanto per dire, \u2018famiglia e mutamento\u2019. Vi ringrazio per il sostegno e resto fiduciosa nell\u2019evolversi della situazione. Laura Corradi<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri il blog collettivo Femminismo a Sud, che aveva lanciato l&#8217;appello per reintrodurre il corso di studi di genere cancellato dall&#8217;offerta formativa dell&#8217;universit\u00e0 della Calabria, ha pubblicato un post che ricostruisce tutta la vicenda (compresi i link ai diversi interventi che si sono succeduti finora). 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