{"id":2388,"date":"2013-04-20T16:00:05","date_gmt":"2013-04-20T14:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=2388"},"modified":"2013-04-27T09:41:53","modified_gmt":"2013-04-27T07:41:53","slug":"dal-margine-degli-studi-di-genere-una-proposta-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=2388","title":{"rendered":"Dal margine degli studi di genere: una proposta politica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Le <a href=\"https:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/post\/2013\/04\/06\/appello-alluniversita-della-calabria-vogliamo-il-corso-di-studi-di-genere\/\">voci di protesta<\/a> che si sono levate in seguito alla chiusura del corso di \u201cStudi di genere\u201d tenuto da Laura Corradi all\u2019Universit\u00e0 della Calabria, stanno facendo finalmente emergere sotto gli occhi di tutte e di tutti un quadro grave e inquietante, che <b>conferma<\/b> <b>come gli studi di genere siano una questione politica<\/b>. Tale quadro va letto, a nostro parere, su diversi piani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto \u00e8 necessario collocare questa vicenda in un orizzonte pi\u00f9 generale che riguarda lo stato delle universit\u00e0 italiane, dove i criteri del finanziamento pubblico e l\u2019ingresso di forme di finanziamento privato privilegiano alcuni ambiti e oggetti di ricerca e ne marginalizzano, o escludono, altri. \u00c8 noto come gli unici settori di ricerca che non soffrono dei tagli agli investimenti siano quelli relativi alla produzione bellica, alle nanotecnologie, agli strumenti tecnologici di controllo sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il piano successivo \u00e8 quello che riguarda nello specifico gli studi culturali e, soprattutto, gli studi di genere. Generalmente le tematiche di genere vengono trattate in modo quasi clandestino all\u2019interno di corsi o moduli che portano un altro nome, oppure vengono relegati a \u201cparte seminariale\u201d afferente a un corso specifico. Se, invece, com\u2019\u00e8 il caso dell\u2019insegnamento tenuto da Laura Corradi, esso si colloca apertamente nell\u2019ambito degli studi di genere, accade che venga cancellato da un giorno all\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal nostro punto di vista, limitarsi a sostenere l\u2019importanza degli studi di genere come una sorta di \u201cvalore aggiunto\u201d nell\u2019offerta formativa di questo o quell\u2019ateneo rischia di essere controproducente e mistificatorio. Vogliamo, infatti, guardare la questione da un altro punto di vista e <b>riteniamo che l\u2019ostracismo contro gli studi di genere e\/o la loro cancellazione siano il prodotto della cultura dominante in Italia<\/b>: una cultura \u2013 se cos\u00ec la si pu\u00f2 chiamare \u2013 <b>che da una parte tende a ipersessualizzare le donne e dall\u2019altra nega loro gli strumenti di critica e di autonomia<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, con un intero apparato scolastico uniformato su un\u2019offerta che \u00e8 in realt\u00e0 pi\u00f9 informativa che formativa \u2013 basata, quindi, sulla passivit\u00e0 della\/del discente \u2013 gli studi di genere rappresentano senz\u2019altro un\u2019eresia, poich\u00e9 propongono un approccio complesso e intersezionale, non nozionistico ma critico, non unidimensionale ma interdisciplinare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli studi di genere offrono, in sostanza, delle griglie interpretative aperte e multiformi, stimolando a uno sguardo complesso e non riduttivo sull\u2019esistente. E, ancora oltre, <b>questo sguardo critico produce strumenti concreti di lavoro contro le discriminazioni e la violenza di genere, incluse le forme di razzismo e omo\/transfobia<\/b> \u2013 una ragione, questa, per cui dovrebbero essere inseriti nei curricula gi\u00e0 a partire dalla scuola dell\u2019obbligo. Invece, la realt\u00e0 dimostra che chi \u00e8 interessata\/o ad acquisire o a sviluppare questi strumenti deve andare all\u2019estero, poich\u00e9 in Italia vige una sorta di censura della ricerca, della produzione teorica e del dibattito su questi temi. Sappiamo per esperienza quanto sia penalizzante, in sede di concorso o di abilitazione o anche solo di semplice partecipazione ai bandi per contratti di docenza, avere nel proprio curriculum pubblicazioni inerenti queste tematiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>L\u2019ostracizzazione e la cancellazione degli studi di genere, torniamo a ripetere, vanno dunque annoverate tra gli effetti del sessismo e del razzismo pervasivi e trasversali che sono dominanti in Italia.<\/b> Al proposito ci teniamo a sottolineare come sia l\u2019intero Paese, e non solo la Calabria, a rivelare l\u2019urgenza di sviluppare strumenti efficaci per contrastare l\u2019involuzione culturale che tende a coartare ancora una volta le donne, insieme alle soggettivit\u00e0 che esprimono modelli di sessualit\u00e0 non conformi, in un ruolo subalterno e dipendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto all\u2019UniCal non \u00e8 che lo specchio di un processo in atto da anni in tutto il Paese. Non vogliamo quindi, limitarci a dare la nostra pi\u00f9 sentita solidariet\u00e0 a Laura Corradi, o a chiedere a uno specifico ateneo di non chiudere un determinato corso. <b>Vorremmo invece invitare tutte e tutti coloro che operano nell\u2019ambito della trasmissione dei saperi a partecipare a una riflessione pi\u00f9 ampia sugli obiettivi dell\u2019istruzione pubblica oggi in Italia (dalla scuola dell\u2019infanzia all\u2019universit\u00e0) e sull\u2019importanza dell\u2019apporto non solo teorico ma anche pratico che gli studi di genere hanno o possono avere nella formazione e nella vita \u2013 lavorativa ma non solo \u2013 di ciascuna\/o, per trovare insieme strategie e strumenti per un\u2019azione efficace contro la restrizione degli spazi di dibattito, ricerca, formazione.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nicoletta Poidimani, Liliana Ellena, Sonia Sabelli, Sabrina Marchetti, Renata Pepicelli, Viola Lo Moro, Cristina Gamberi, Gaia Giuliani, Elisa G. A. Arfini, Lorenzo Bernini, Cristian Lo Iacono, Porpora Marcasciano, Vincenza Perilli, Jamila M.H. Mascat, Barbara De Vivo, Rachele Borghi, Brune Seban, Elena Petricola, Olivia Fiorilli, Laura Ronchetti, Valeria Ribeiro Corossacz, Sara Garbagnoli, Laura Scamorcin, Sara Gvero, Mariagabriella Di Giacomo, Sara De Simone, Laura Schettini, Domitilla Olivieri, Tiziana Mancinelli, Maria Antonietta Passarelli, Rita Debora Toti, Laura Talarico, Laboratorio di studi femministi Anna Rita Simeone Sguardi sulle Differenze, Francesca Rinaldi, Elisa Brilli, Alessia Ronchetti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>post scriptum<br \/>\nPer commenti, critiche, adesioni, compila il modulo per i commenti in fondo alla pagina.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le voci di protesta che si sono levate in seguito alla chiusura del corso di \u201cStudi di genere\u201d tenuto da Laura Corradi all\u2019Universit\u00e0 della Calabria, stanno facendo finalmente emergere sotto gli occhi di tutte e di tutti un quadro grave e inquietante, che conferma come gli studi di genere siano una questione politica. 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