{"id":2193,"date":"2013-01-07T11:02:31","date_gmt":"2013-01-07T10:02:31","guid":{"rendered":"http:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=2193"},"modified":"2013-01-11T16:02:37","modified_gmt":"2013-01-11T15:02:37","slug":"isoke-aikpitanyi-la-percezione-del-femminicidio-e-della-violenza-fra-le-vittime-della-tratta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=2193","title":{"rendered":"Isoke Aikpitanyi: come cambia la percezione del femminicidio se sei italiana o straniera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Isoke Aikpitanyi, per conto dell\u2019Associazione vittime ed ex vittime della tratta, spiega come cambia la tua percezione del femminicidio e della violenza se sei una donna immigrata o una cittadina italiana. Il grassetto \u00e8 mio, per chi vuole ascoltare.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>La percezione del femminicidio e della violenza fra le vittime della tratta<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Che succederebbe se le donne uccise in Italia non fossero 100 ma quattro mila?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E&#8217; un\u2019ipotesi, una provocazione? No, \u00e8 un calcolo proporzionale riferito alle nigeriane uccise in Italia&#8230; per non dire delle donne dell&#8217;est, delle latine e delle altre straniere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il numero di donne italiane uccise nel 2012 ha superato le 120 unit\u00e0; ogni giorno durante tutto l&#8217;anno \u00e8 uscito un vero bollettino di guerra con nuove vittime del femminicidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei giorni scorsi alcune ragazze nigeriane che con me portano avanti l&#8217;associazione vittime ed ex vittime della tratta, dando accoglienza e sostegno a giovani vittime, ed io ci siamo incontrate a Genova per decidere come operare nel 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tira un&#8217;aria molto brutta per le nigeriane&#8230; eppure continuano ad arrivare in Europa e in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo nel 2012 in Italia sono state assassinate dieci nigeriane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dieci che rientrano nel numero delle donne vittime di femminicidio? Alcune s\u00ec, altre no. Perch\u00e9 non tutte le donne italiane e non tutte le donne impegnate contro il femminicidio contano tutte le donne assassinate e perch\u00e9 comunque non esiste una lista del tutto attendibile sul numero complessivo delle donne uccise.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma anche quando avremo superato questo problema e tutte saranno sempre e comunque conteggiate e considerate, noi vittime della tratta faremo fatica a far capire che <strong>la percezione della morte e della violenza, fra noi \u00e8 molto pi\u00f9 forte e drammatica che fra le donne italiane<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 una questione banale: \u00e8 che <strong>dieci nigeriane uccise su quindici mila (tante sarebbero secondo alcune stime e tante sono &#8220;tutte&#8221; quelle che secondo le stime sarebbero presenti in Italia) sono un\u2019enormit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019indagine che tre vittime della tratta hanno realizzato nel 2011, avvicinando mille ragazze nigeriane in Italia, \u00e8 emerso che ciascuna di quelle mille ne conosce circa 10 o 15 altre: \u00e8 come se attraverso di loro mille le avessimo avvicinate tutte quindici mila. E quando una \u00e8 uccisa, sicuramente o la conoscevamo di persona o la conoscevano altre a noi molto vicine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa prossimit\u00e0 umana, questa conoscenza diretta e personale rende pi\u00f9 penoso il dramma e rende pi\u00f9 grave il terrore di poter essere uccise.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho scritto nel mio primo libro che le ragazze che sono costrette ad andare in strada, ogni sera prima di uscire da casa pregano Dio di non incontrare un balordo che le violenta e le uccide e di incontrare, invece, un uomo buono le aiuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La morte comunque \u00e8 l\u00ec, brutale non solo quando conosci personalmente la vittima, ma anche quando ricordi che tu stessa l&#8217;hai scampata. Io l&#8217;ho scampata&#8230;! E tantissime hanno rischiato o sono scampate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che 100 e pi\u00f9 donne italiane possano essere uccise \u00e8 osceno, ma <strong>se le italiane fossero uccise con la stessa frequenza con la quale sono uccise le nigeriane, le donne uccise in Italia sarebbero quattro mila!<\/strong> Per fortuna questa \u00e8 solo un\u2019ipotesi, ma \u00e8 solo considerandola che le donne italiane potranno capire cosa si agita nell&#8217;animo di tante altre donne straniere e, quanto meno nell&#8217;animo delle nigeriane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se poi aggiungiamo la morte e la violenza che queste donne subiscono durante i loro viaggi, il quadro di insieme che ne esce diventer\u00e0 insopportabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricordo, inoltre, quando mi intervistarono sugli stupri patiti dalle vittime della tratta: un giorno si e l&#8217;altro anche&#8230; &#8211; risposi &#8211; tanto che mi venne da dire che ogni africana violentata \u00e8 una donna bianca che la scampa&#8230; Lo dissi intervenendo alla Casa Internazionale della donna, a Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi dicono sempre che \u00e8 una frase terribile, ma \u00e8 vera ed \u00e8 anche peggio perch\u00e9 noi siamo lo sfogatoio sessuale e di violenza dei maschi in Italia, maschi non solo italiani, si badi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa nota ha lo scopo di evidenziare che contro il femminicidio bisogna mettere in campo molte energie, energie differenziate, ma che bisogna anche mettere in campo molte sensibilit\u00e0 diverse e bisogna avere la lucidit\u00e0 per conoscere il problema sotto tutti i suoi aspetti; il che vuol dire che <strong>la percezione della gravit\u00e0 del problema \u00e8 diversa per le donne straniere e per le donne italiane<\/strong>, e vuol dire anche individuare che cosa bisogna fare per stroncare questo dramma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Noi vittime ed ex vittime della tratta sappiamo, per esperienza, che <strong>i centri antiviolenza non sono operativi a nostro favore e lo sono solo in parte a favore delle donne straniere<\/strong>; non \u00e8 un\u2019accusa o una critica. E&#8217; che <strong>i centri antiviolenza sono nati per una tipologia di attivit\u00e0 rivolte soprattutto alle donne italiane<\/strong>; sono aperti anche alle straniere che, per\u00f2, conoscono poco i servizi ai quali potrebbero rivolgersi per avere sostegno. E non \u00e8 certo colpa loro, di queste donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Basterebbe analizzare i dati dei centri antiviolenza per scoprire che questo \u00e8 vero e che, quindi ci vorrebbero, tanto per cominciare, pi\u00f9 attivit\u00e0 di mediazione per far conoscere i servizi alle straniere e per accompagnarle ai servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per assurdo anche in un conto generico del numero delle donne uccise, una variante tra il 15 e il 25% delle donne vittime di femminicidio \u00e8 costituita da donne straniere, ma le donne straniere non sono il 15 o 25% della popolazione femminile, sono molte di meno, il che evidenza ancor pi\u00f9\u00a0 che proporzionalmente, il numero delle straniere uccise \u00e8 molto elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A favore delle vittime della tratta sono previsti servizi diversi dai centri antiviolenza; ma se contro il femminicidio si chiede solo di rafforzare i centri antiviolenza, vuol dire che per le vittime della tratta si fa poco; i servizi antitratta sono quasi tutti a rischio di chiusura, sono privi di finanziamento, lo ha detto perfino don Gallo, alla Commenda, domenica 16 dicembre. Quindi contro il femminicidio bisognerebbe chiedere il rafforzamento dei centri antiviolenza e dei servizi antitratta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altrimenti ad un problema gravissimo come il femminicidio, si rischia di rispondere con una proposta risolutiva che lo affronta solo in parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bisognerebbe anche mettere in campo la capacit\u00e0 di analizzare seriamente e serenamente cosa \u00e8 stato fatto prima che i centri antiviolenza (e i servizi antitratta) perdessero la maggior parte delle risorse. Bisognerebbe guardare i risultati ottenuti e quelli non ottenuti e, magari, cambiare qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo perch\u00e9 se le lotte delle donne e, in particolare, di Se Non Ora Quando (SNOQ) contribuiranno ad aumentare il numero delle donne impegnate in politica e nel governo, <strong>a me e a noi vittime ed ex vittime, nessuna donna che sta correndo in politica o che sostiene donne che correranno in politica, ha ancora detto che cosa far\u00e0 per affrontare i problemi del femminicidio delle donne italiane e di quelle straniere<\/strong>: dobbiamo aspettare che siano elette per conoscere i loro programmi in merito?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutte queste criticit\u00e0 alimentano un senso di isolamento delle vittime della tratta dal resto della societ\u00e0 civile, il che vuol dire che non credono nella possibilit\u00e0 di uscire dalla tratta e di inserirsi normalmente nella societ\u00e0 civile, quindi non credono nei servizi, non credono nelle persone che parlano di loro, di noi, senza dire esattamente che cosa intendono fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 un problema che riguarda le donne, perch\u00e9 queste rassicurazioni, gli impegni conseguenti e le decisioni nuove che dovrebbero essere adottate, le donne italiane DEVONO renderli espliciti a tutte le donne, utilizzando soprattutto il canale e lo strumento di operatrici pari o di mediatrici che provengono dagli stessi paesi delle donne alle quali bisogna parlare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il numero di queste donne &#8220;operatrici&#8221; \u00e8 molto basso; chiediamoci allora come mai apparentemente mentre a molte donne italiane e a molti uomini \u00e8 stata offerta la possibilit\u00e0 di lavorare, con uno stipendio, nella realt\u00e0 della tratta,\u00a0 pochissime vittime ed ex vittime hanno avuto questa opportunit\u00e0, quando \u00e8 chiaro che le operatrici pari detengono la capacit\u00e0 spontanea di esser concrete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Formare e valorizzare queste capacit\u00e0 spontanee sarebbe stato un investimento positivo, ma NON \u00e8 stato fatto nulla in tale direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anzi neppure tutte le mediatrici in campo\u00a0 sono delle &#8220;pari&#8221;, ma sono semplicemente donne che provengono dallo stesso continente: \u00e8 come se a sostenere una donna sarda che proviene dalla profonda Barbagia, si impegnasse una finlandese, solo perch\u00e9 sono entrambe europee. A stento riusciranno a parlarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Non aver favorito l&#8217;autorappresentativit\u00e0 delle vittime e delle ex vittime \u00e8 un problema concreto<\/strong>: se lo proponeva tanti anni or sono Leopoldo Grosso, numero due del Gruppo Abele e io gli ho dato ascolto fondando l&#8217;associazione vittime ed ex vittime della tratta che, per\u00f2 fatica a farsi ascoltare, perch\u00e9 io fatico a rappresentarla operando in modo autogestito ed autofinanziato, e perch\u00e9 non mi si riconosce &#8211; a me e alle altre che operano con me &#8211; l&#8217;autorevolezza di quel che diciamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Invece di ascoltarci le donne italiane preferiscono fare il possibile per rappresentarci loro, prendendosi tutto lo spazio, cercando di capire, interpretare e rappresentare noi che vorremmo farlo direttamente.<\/strong> In questo modo si creano difficolt\u00e0 tali che molte rinunciano e molte si adattano: alcune si adattano a prostituirsi, anche se non volevano prostituirsi, altre si adattano a diventare operatrici in un sistema che fa quel che pu\u00f2, (certo, non si riuscir\u00e0 mai a fare molto!) anche se sono consapevoli che si potrebbe fare molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il titolo di questo breve documento, spiega quale \u00e8 la percezione del femminicidio e della violenza tra le donne vittime ed ex vittime della tratta e, in particolare, tra le nigeriane che hanno un minimo di organizzazione per rappresentarsi, per autorappresentarsi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le nigeriane sono escluse dalla societ\u00e0 bianca, vivono all&#8217;interno della loro comunit\u00e0 africana, percepiscono suoni esterni che, per loro, sono tutti suoni spaventosi, ma se a sfruttarle contribuisce il pastore pentecostale al quale si affidano, anche questo \u00e8 peggio di ci\u00f2 che le donne italiane subiscono dalle parole vergognose di un prete cattolico sessuofobo: i pastori, i finti pastori nigeriani, spesso sono i nostri sfruttatori&#8230; nessuno scende in piazza per questo e noi non possiamo farlo, perch\u00e9 siamo sole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Provate ad immaginare, allora se non 100 ma quattro mila donne italiane fossero uccise ogni anno, pensate a quale angoscia, terrore vero si impadronirebbero delle donne se il dramma fosse questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Beh per noi vittime ed ex vittime, la situazione \u00e8 esattamente questa.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Isoke Aikpitanyi,<br \/>\nPer conto dell\u2019Associazione vittime ed ex vittime della tratta<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>fonte: <a href=\"http:\/\/www.africa-news.eu\/italiano\/italia\/5023-la-percezione-del-femminicidio-e-della-violenza-fra-le-vittime-della-tratta.html\">http:\/\/www.africa-news.eu\/italiano\/italia\/5023-la-percezione-del-femminicidio-e-della-violenza-fra-le-vittime-della-tratta.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Isoke Aikpitanyi, per conto dell\u2019Associazione vittime ed ex vittime della tratta, spiega come cambia la tua percezione del femminicidio e della violenza se sei una donna immigrata o una cittadina italiana. 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