{"id":2029,"date":"2012-06-14T07:40:38","date_gmt":"2012-06-14T05:40:38","guid":{"rendered":"http:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=2029"},"modified":"2012-07-10T10:37:59","modified_gmt":"2012-07-10T08:37:59","slug":"nazionalismo-colonialismo-e-razzismo-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=2029","title":{"rendered":"Nazionalismo, colonialismo e razzismo in Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Venerd\u00ec 15 giugno ore 18.30 al caff\u00e8 letterario della Casa internazionale delle donne, si terr\u00e0 un seminario dal titolo <em>Nazionalismo, colonialismo e razzismo in Italia<\/em>: un approccio di genere fra storia e antropologia. Coordina Isabella Peretti e partecipano alcune delle autrici di <a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=1985\"><em>Femministe a parole. Grovigli da districare<\/em><\/a>: Catia Papa, Annamaria Rivera, Anna Vanzan, Stefania Vulterini.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cfardello della donna bianca\u201d, di cui parla Annamaria Rivera in \u201cRelativismo culturale\u201d, cio\u00e8 \u201cla missione civilizzatrice che imporrebbe di emancipare, anche contro la loro volont\u00e0, le donne indigene\u201d, assunta dalle \u201ccolonizzatrici\u201d nei due secoli scorsi, si ripropone oggi nelle legislazioni contro l\u2019uso del \u201cvelo\u201d e nelle guerre giustificate tramite la retorica secondo cui occorre liberare dall\u2019oppressione le donne altre.<br \/>\nDel passato coloniale parla Catia Papa in \u201cColonizzatrici\u201d: il \u201cfardello imperiale\u201d chiedeva alle donne colonizzatrici, alle viaggiatrici, alle mogli al seguito dei colonizzatori di difendere la purezza della \u201crazza\u201d, di contribuire al progresso dei \u201cpopoli primitivi\u201d, di moralizzare all\u2019insegna dei valori \u201cmaterni\u201d la vita e le relazioni nelle colonie.<br \/>\n\u201cN\u00e9 innocenti, n\u00e9 colluse\u201d ma al centro degli imperi, o meglio al \u201cmargine\u201d dal centro, sostiene Catia Papa. Ma la continuit\u00e0 tra l\u2019adesione di molte alla guerra in Libia e al \u201cpatriottismo coloniale\u201d, la partecipazione poi alla Grande Guerra e infine il sostegno attivo al regime fascista ci introducono alla specificit\u00e0 del percorso delle \u201cDonne di destra\u201d in Italia, tema affrontato nella voce scritta da Isabella Peretti, che, sfatando ogni mito di presunte virt\u00f9 naturali delle donne, coglie i nessi tra la nostalgia del passato fascista e un presente che si manifesta anche attraverso diversificate forme di razzismo.<br \/>\nAnna Vanzan affronta la colonizzazione dal punto di vista delle colonizzate e della loro partecipazione alle lotte di liberazione nazionale: \u201cil nazionalismo \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio (\u2026) sovrapponendo le donne alla patria, si ritorce contro di loro: proteggere la patria\/donna significa proteggerla dallo sguardo dell\u2019invasore, dal contatto con l\u2019Altro, limitarne la libert\u00e0\u201d. Lottare per i propri diritti nei paesi colonizzati o postcoloniali viene considerato un tradimento della nazione e un\u2019adesione all\u2019Occidente, che userebbe le femministe laiche come \u201ccavalli di Troia, per penetrare nelle societ\u00e0 musulmane al fine di demolirle\u201d.<br \/>\nCentrale, quindi, sia a Nord che a Sud, il rapporto donne-nazione.<br \/>\nLo affrontano Tamar Pitch e Ambra Pirri, citate da Isabella Peretti, in \u201cMadre-patrie\u201d.<br \/>\n<!--more--><br \/>\n\u201cLa nazione ha molto a che fare con le donne, ma niente con la loro libert\u00e0. Se Stato e diritto moderni \u2013 criticabili perch\u00e9 si fondano su un soggetto neutro e disincarnato \u2013 sono pur stati strumenti di emancipazione, la nazione, viceversa, \u00e8 sempre stata un ostacolo per noi e per la nostra libert\u00e0\u2026La libert\u00e0 femminile si fonda sulla possibilit\u00e0 di disporre di s\u00e9, della propria sessualit\u00e0 e fertilit\u00e0\u2026 Ora, \u00e8 proprio questo che \u00e8 impossibile per la tenuta e la continuit\u00e0 della nazione, per gli imperativi (demografici, patriottici, di custodia delle tradizioni) cui il corpo delle donne deve essere sottomesso \u2026 I desideri e la volont\u00e0 della singola donna sono sottomessi a quelli di chi decide per il \u00abbene della nazione\u00bb(Pitch).<br \/>\n\u00abInvece di avere diritto a essere l\u2019incarnazione di se stessa, e dunque a vivere e a scegliere la propria vita, una donna deve comportarsi in un certo modo poich\u00e9 rappresenta qualcos&#8217;altro. E che le donne debbano incarnare l&#8217;identit\u00e0 della nazione, della patria \u2013 cos\u00ec affine al patriarcato con i suoi valori militaristi e sessisti \u2013 \u00e8 davvero aggiungere al danno anche le beffe\u00bb(Pirri).<br \/>\nIn Italia in particolare i valori nazionali-risorgimentali, tanto celebrati quest\u2019anno, sono di origine romantica e si richiamavano alla lingua, alla religione, e, affidandosi alla natura e alla genealogia, al suolo, alla stirpe, alla razza: valori tossici per donne e per uomini, sostiene giustamente lo storico Alberto Mario Banti.<br \/>\nQuando parliamo di integrazione e di cittadinanza per le immigrate e gli immigrati nel nostro Paese (vedi le voci di Sonia Sabelli, \u201cTricolore. Bandiere pericolose\u201d, e di Silvia Cristofori, \u201cIntegrazione\u201d) dobbiamo cogliere il carico di contraddizioni che questa retorica eredit\u00e0 romantico-risorgimentale riattualizzata apre rispetto sia all\u2019affermazione della propria \u201citalianit\u00e0\u201d da parte delle seconde generazioni di origine migratoria, sia rispetto all\u2019italianizzazione forzata e alla presunta superiorit\u00e0 della cultura italiana, agita dalla gran parte delle forze politiche italiane.<br \/>\nSulla problematica della definizione della propria identit\u00e0 da parte di cittadine e cittadini di un presunto colore altro, di una presunta cultura altra si sofferma Stefania Vulterini nella voce \u201cNoir. La pelle che conta\u201d, riferendosi in particolare ai Neri di Francia, per i quali essere nero non \u00e8 un\u2019essenza, non \u00e8 una cultura, ma il prodotto di una discriminazione sociale.<br \/>\nAl termine di questo percorso possibile tra alcune voci del volume, torniamo quindi alla problematica del razzismo contemporaneo affrontata da Annamaria Rivera, rispetto al quale il relativismo culturale segna una \u201crottura radicale\u201d, cos\u00ec come rispetto all\u2019etnocentrismo e a un universalismo, \u201csempre pi\u00f9 sottomesso all\u2019idea della superiorit\u00e0 della civilt\u00e0 occidentale\u201d. La \u201cmolteplicit\u00e0 culturale\u201d va presa sul serio, perch\u00e9 \u201cl\u2019universalit\u00e0 va intesa come un verbo, non come un sostantivo, come un processo reciproco, non lineare e sempre aperto\u201d . Il caso delle MGF, e in generale delle mutilazioni e\/o modificazioni corporee, riproposto qui da Rivera \u00e8 emblematico di questa non linearit\u00e0 e di un possibile ascolto reciproco.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 15 giugno ore 18.30 al caff\u00e8 letterario della Casa internazionale delle donne, si terr\u00e0 un seminario dal titolo Nazionalismo, colonialismo e razzismo in Italia: un approccio di genere fra storia e antropologia. Coordina Isabella Peretti e partecipano alcune delle autrici di Femministe a parole. Grovigli da districare: Catia Papa, Annamaria Rivera, Anna Vanzan, Stefania [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2382,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,166],"tags":[21,274,284,25,38],"class_list":["post-2029","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-in-citta","category-roma","tag-colonialismo","tag-femministe-a-parole","tag-nazionalismo","tag-razzismo","tag-sessismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2382"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2029"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2029\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2082,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2029\/revisions\/2082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}