{"id":1710,"date":"2011-11-30T10:27:05","date_gmt":"2011-11-30T09:27:05","guid":{"rendered":"http:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=1710"},"modified":"2011-12-02T10:10:04","modified_gmt":"2011-12-02T09:10:04","slug":"asmara-roma-andata-e-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=1710","title":{"rendered":"Asmara\u2013Roma, andata e ritorno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><em><a href=\"http:\/\/www.ediesseonline.it\/files\/libri\/1628-6%20RagazzeAsmara.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.ediesseonline.it\/files\/libri\/1628-6%20RagazzeAsmara.jpg\" alt=\"\" width=\"125\" height=\"173\" \/><\/a>Asmara\u2013Roma, andata e ritorno. Viaggi, architetture e storie rimosse<\/em> \u00e8 il titolo di un incontro dedicato al legame fra Italia ed Eritrea, dal passato coloniale alle migrazioni globali, che si svolge alla Casa internazionale delle donne di Roma\u00a0venerd\u00ec 9 dicembre, dalle ore 19.00, in occasione della presentazione del libro di <a href=\"http:\/\/www.eui.eu\/DepartmentsAndCentres\/RobertSchumanCentre\/People\/Fellows\/2012\/SabrinaMarchetti.aspx\">Sabrina Marchetti<\/a>, <em>Le ragazze di Asmara. Lavoro domestico e migrazione postcoloniale<\/em> (edizioni <a href=\"http:\/\/www.ediesseonline.it\/\">Ediesse<\/a>). All&#8217;incontro partecipano: Renato Nicolini, esperto di architettura degli anni trenta, Giulia Barrera, storica del colonialismo italiano in Eritrea, Mario Garofalo, Lorenzo Ceva Valla e Lula Teklhamainot, registi e attrice protagonista del film <em>Ainom<\/em>, Chiara Ronchini, co-regista di <a href=\"https:\/\/sonia.noblogs.org\/?p=1564\"><em>Good morning Abissinia<\/em><\/a>. Conduce Laura Massacra, giornalista e autrice televisiva. A seguire, proiezione del film <em>Ainom<\/em> (Italia, 2011, 94\u2019) e del documentario <em>Good morning Abissinia<\/em> (Italia, 2005, 40\u2019). Sar\u00e0 presente l\u2019autrice e verr\u00e0 offerto anche un aperitivo italo-eritreo di benvenuto. Di seguito la <a href=\"http:\/\/www.ediesseonline.it\/catalogo\/sessismoerazzismo\/le-ragazze-di-asmara\">scheda del libro<\/a> e una nota biografica sull&#8217;autrice.<!--more--><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il libro<\/strong><br \/>\nSabrina Marchetti<br \/>\n<em>Le ragazze di Asmara. Lavoro domestico e migrazione postcoloniale<\/em><br \/>\nCollana <a href=\"http:\/\/www.ediesseonline.it\/catalogo\/sessismoerazzismo\">Sessismoerazzismo<\/a>, pagine 191, \u20ac 12,00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dietro ogni rapporto tra datrice e prestatrice di lavoro domestico eritrea si dipana un filo invisibile che connette il mercato del lavoro contemporaneo alla passata esperienza coloniale. \u00c8 questo il risultato teorico che emerge dal libro di Sabrina Marchetti, <em>Le ragazze di Asmara<\/em>. Lo studio, basato su interviste in profondit\u00e0 con donne eritree arrivate a Roma negli anni sessanta e settanta, illumina con fluidit\u00e0 narrativa il nesso di continuit\u00e0 tra padrona bianca e serva nera nel passato contesto coloniale e tra donne italiane e migranti globali, oggi.<br \/>\nIspirandosi al sociologo francese Pierre Bourdieu, Marchetti parla di \u00abcapitale culturale postcoloniale\u00bb come di una risorsa formatasi dapprima nel contesto coloniale e poi rifunzionalizzata dai soggetti migranti una volta giunti in Italia. Le abilit\u00e0 domestiche delle donne eritree, acquisite durante la giovinezza, sono le articolazioni di questo capitale culturale in cui caratteristiche di genere e di classe si combinano con la \u00abrazza\u00bb. Come spiega una delle intervistate: \u00abIn Italia a quei tempi questo lavoro non era ben visto per il popolo italiano. Allora gli \u00e8 stato facile di chiedere, per pochi soldi, le ragazze dall\u2019Eritrea! \u201cLe ragazze di Asmara sono brave, sono intelligenti, sono pulite\u201d: questo sapevano!\u00bb. Se quindi tale habitus viene messo produttivamente al lavoro nel contesto italiano, parallelamente viene utilizzato dalle domestiche migranti come risorsa di microresistenza quotidiana: il sapere e le abilit\u00e0 che queste donne hanno accumulato sotto l\u2019influsso dell\u2019eredit\u00e0 coloniale si converte in una narrazione utile a \u00absopportare le difficolt\u00e0\u00bb di un lavoro stigmatizzato come \u00absporco\u00bb, degradante e servile. Da questo punto di vista le eritree parlano di un legame privilegiato con gli italiani, basato su una relazione di affinit\u00e0; una relazione che recupera e idealizza la servit\u00f9 e l\u2019intimit\u00e0 domestica coloniali, dove le eritree \u00absono molto responsabili e fanno tutto senza dire niente\u00bb. Questo \u00e8 il prezzo da pagare per esser accettate nella cultura italiana, enfatizzando le somiglianze con gli italiani: \u00abPer tanti di noi eritrei, specialmente quelli che siamo arrivati prima, per noi \u00e8 la seconda patria, l\u2019Italia. \u00c8 simile il carattere tra italiani ed eritrei e quindi \u00e8 come se fosse&#8230; ci sentiamo in Asmara!\u00bb.<br \/>\nLa postcolonialit\u00e0 emerge in questo modo nella sua ambiguit\u00e0 intrinseca: le autorappresentazioni delle domestiche migranti se da un lato ne hanno facilitato l\u2019ingresso nella societ\u00e0 degli ex colonizzatori, dall\u2019altro le hanno relegate nei suoi strati pi\u00f9 bassi. Le intervistate sono state profondamente segnate da questa ambivalenza, in cui essere eritree era al contempo strumento di microresistenza e ragione di subordinazione.<br \/>\nPi\u00f9 in generale <em>Le ragazze di Asmara<\/em> descrive una dialettica tra servo e padrone, deprivata tuttavia delle sue potenzialit\u00e0 di trasformazione. Si tratta di uno studio che apre ad ulteriori ricerche su come fattori diversi legati all\u2019identit\u00e0 dei lavoratori transnazionali (postcolonialit\u00e0, religione, costumi nazionali, profili sessuali) possano esser utilizzati nel comando del lavoro, ma anche, si spera, per la sua emancipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Sabrina Marchetti<\/strong>, postdottoranda all&#8217;Istituto Universitario Europeo (Fiesole, FI) si occupa di genere, migrazione e di lavoro di cura\/domestico in un&#8217;ottica interdisciplinare. Ha recentemente pubblicato <a href=\"http:\/\/igitur-archive.library.uu.nl\/dissertations\/2010-0517-200231\/UUindex.html\"><em>Paid domestic labour and postcoloniality. Narratives of Eritrean and Afro-Surinamese women<\/em><\/a> (Utrecht University, 2010). Per la collana Sessismoerazzismo \u00e8 suo il saggio \u201cEssere fuori luogo in Olanda. Lavoratrici domestiche migranti fra regimi migratori e regimi di welfare\u201d, in Isabella Peretti (a cura di) <em>Schengenland. Immigrazione: politiche e culture in Europa<\/em> (2010).<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Asmara\u2013Roma, andata e ritorno. 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